Giunto alla sua settima edizione, il Ginesio Fest si è imposto come appuntamento che negli anni ha saputo conquistare l’attenzione e la fiducia del pubblico e della critica. Una fiducia maturata nel tempo, attraverso la coerenza delle scelte artistiche, la qualità della proposta culturale e la capacità di costruire, attorno al teatro, un luogo reale di confronto, attraversamento e pensiero. Dal 25 al 30 agosto 2026, San Ginesio tornerà ad accogliere spettacoli, prime nazionali, residenze artistiche, laboratori, incontri e progetti speciali, trasformando ancora una volta il borgo marchigiano in uno spazio di elaborazione culturale diffusa, in cui il teatro non è semplice evento ma dispositivo di relazione tra artisti, territorio e comunità, il tutto quest’anno con una dedica speciale a Remo Girone. Diretto per il quinto anno consecutivo da Leonardo Lidi, il festival ha definito una linea artistica precisa e riconoscibile: una ricerca sulle nuove scritture, sui linguaggi contemporanei e sulle giovani traiettorie della scena italiana, sviluppata dentro una consapevolezza profonda della storia del teatro, della tradizione attorale e la memoria culturale che ogni gesto scenico porta con sé.
Con l’edizione 2026 assume il nome di Premio Remo Girone “All’Arte dell’Attore”, nel desiderio di dedicare il riconoscimento a una figura che ha accompagnato con generosità, rigore e autorevolezza il percorso del festival, lasciando un segno profondo nella sua crescita artistica e umana. A Remo Girone – ideatore del Premio – il Ginesio Fest deve molto più di una presenza prestigiosa: deve uno sguardo sul mestiere dell’attore fondato sulla disciplina, sulla complessità e sulla responsabilità culturale del lavoro scenico. Intitolare a lui il premio significa dunque riconoscere una continuità ideale, affidando il futuro del riconoscimento a quell’idea alta e radicale di teatro che il suo percorso ha incarnato.
La nuova giuria del Premio San Ginesio “All’Arte dell’Attore” sarà presieduta da Alessio Boni, nuovo presidente di giuria, e vedrà l’ingresso dei prestigiosi nomi di Lino Musella, Iaia Forte, Manuela Mandracchia, accanto a Rodolfo Di Giammarco, Francesca Merloni e Giampiero Solari. Una composizione rinnovata che raccoglie esperienze, sensibilità e percorsi differenti, accomunati da un’idea del teatro come spazio critico e necessario. Il festival desidera ringraziare chi ha accompagnato il premio nelle passate edizioni e dare il benvenuto a chi, da questo 2026, contribuirà a scriverne il futuro.
Il premio, che negli anni ha riconosciuto il valore di alcune delle esperienze attoriali più significative della scena italiana contemporanea — da Lino Musella a Sara Putignano, da Federica Fracassi a Massimo Popolizio, da Carolina Rosi a Michele Di Mauro, da Paolo Pierobon a Lino Guanciale, fino a Petra Valentini, Giuseppe Battiston, Vanessa Scalera, Davide Enia e Mariangela Granelli — continua così il proprio percorso di indagine sull’arte attoriale come pratica di pensiero, di presenza e di trasformazione. I vincitori dell’edizione 2026 saranno annunciati entro il mese luglio. La cerimonia di premiazione si terrà il 25 agosto. In continuità con il percorso delle precedenti edizioni, Christian La Rosa torna al Ginesio Fest per accompagnare il pubblico nell’appuntamento di apertura del festival.
A raccontarlo è il direttore artistico Leonardo Lidi, che per questa settima edizione sceglie di interrogare il tema delle Illusioni come possibilità collettiva, fragile e necessaria, attraverso cui il teatro continua a costruire comunità, immaginazione e futuro: “In questa dinamica, dove i grandi registi mettono al servizio la loro esperienza nell’incontro con i nuovi talenti, è previsto il ritorno al festival di Antonio Latella con il testo di Carolina Balucani Bubaro dei Bubari. Ogni anno viene selezionato uno spettacolo “storico” per il teatro italiano, un testo sopravvissuto alle varie riforme. Quest’anno Enzo Vetrano e Stefano Randisi doneranno il loro intramontabile Totò e Vice di Franco Scaldati. Uno dei casi teatrali dell’anno, il Per sempre di Alessandro Bandini creato dalle lettere di Giovanni Testori, con la propria illusione già presente nel titolo, racconterà la prima serata assieme all’Abracadabra dei Babilonia Teatri con in scena l’illusionista Francesco Scimeni.
E se il teatro attinge alla magia in questo fantastico spettacolo d’apertura ecco che va a braccetto con il fumetto in Quello che non c’è di Giulia Scotti, artista e autrice capace di presentare una realtà altra – prosegue il direttore artistico Lidi -. Sempre in un altrove incontriamo Mine Ahah di Marco Coscucci e il Gruppo Uror che, dopo il successo della precedente edizione, torna con una inaspettata Baraonda (anteprima nazionale). E proprio perché la nostra illusione è quella di farsi rete ecco che torna anche la formazione di Alessio Maria Romano con il suo progetto Island, il coreografo Francesco Marilungo con Cani Lunari nella serata conclusiva e Davide Calvaresi con la sua attenzione al nuovo pubblico. Sempre per i più piccoli l’illusione di un mondo migliore nello Zero ZeroZeroSottozero di Nicolò Tomassini. Gli allievi del Teatro Stabile di Torino, infine, debutteranno con Illusio, un lavoro in apertura del coreografo Riccardo Micheletti e nel mio Taccuino di Trigorin di Tennessee Williams”.










