Esperti medici a confronto sulla cura dell’amiloidosi cardiaca. Si è conclusa con successo la seconda edizione del congresso Beat nella città di Fermo che si è trasformata per un giorno centro di ricerca cardiologica italiana. venerdì scorso l’auditorium “Pertini” e il teatro dell’Aquila hanno ospitato la seconda edizione del congresso Beat Cardiomyopathies – Cardiac Amyloidosis day, una piattaforma multidisciplinare focalizzata sulle nuove frontiere diagnostiche e terapeutiche per contrastare una patologia complessa. L’evento, guidato dai presidenti del congresso Marco Marini, Maria Vittoria Paci (direttore Cardiologia Ast Fermo) e Vito Maurizio Parato, insieme ai responsabili scientifici Carla Lofiego e Fabio Vagnarelli, ha radunato i massimi esperti nazionali del settore e ha visto anche il saluto del direttore generale Ast Fermo, Roberto Grinta. Il congresso Beat Cardiomiopatie ha confermato che l’approccio multidisciplinare e il lavoro di squadra restano le armi più efficaci per sconfiggere l’amiloidosi offrendo una speranza concreta e una migliore qualità della vita ai pazienti.
L’acronimo Beat racchiude i quattro pilastri fondanti dell’iniziativa: buone pratiche, esperienza, aggiornamento e teamwork. Nato nel novembre 2025 come piattaforma dinamica di condivisione, il Beat è tornato quest’anno concentrandosi interamente sulle cardiomiopatie e, nello specifico, sull’amiloidosi cardiaca. Questa patologia, caratterizzata dall’accumulo dannoso di proteine anomale nel tessuto cardiaco, rappresenta una sfida clinica di alto livello a causa della sua complessità multisistemica e della variabilità dei sintomi, e si manifesta spesso con i segni dello scompenso cardiaco.
Il focus centrale dei lavori si è concentrato sull’importanza cruciale della diagnosi precoce e sull’accesso tempestivo a terapie mirate. Durante le sessioni mattutine all’auditorium Pertini, i relatori hanno evidenziato i progressi compiuti grazie all’evoluzione dell’ecocardiografia avanzata e la risonanza magnetica cardiaca e all’identificazione dei “campanelli d’allarme” clinici ed elettrocardiografici. Le sessioni successive hanno gettato luce sulla rivoluzione terapeutica in corso. Se fino a pochi anni fa la prognosi per questi pazienti appariva drammatica, oggi l’introduzione di stabilizzatori della Ttr, i farmaci silenziatori genici e i futuri approcci di gene editing stanno modificando la storia naturale della malattia.
Nel pomeriggio, i lavori si sono spostati nella prestigiosa cornice del teatro dell’Aquila per una sessione interamente dedicata alle sfide organizzative e assistenziali. Di particolare rilievo la tavola rotonda che ha visto il confronto tra i delegati delle principali società scientifiche Sic, Anmco e Siecvi e il Servizio Farmaceutico Regione Marche. Al centro del dibattito, la necessità di garantire un equilibrio sostenibile tra l’accesso universale alle innovative terapie ad alto costo e la stabilità economica del sistema sanitario regionale. Infine Carla Lofiego e Fabio Vagnarelli hanno presentato i risultati a cinque anni della rete marchigiana Cardiomiopatie, un esempio virtuoso di integrazione tra Centro di Riferimento di Ancona e quelli afferenti tra cui la Cardiologia di Fermo.










