Torna “Le Parole della Montagna”, 17° festival presentato a Roma nel segno del “soccorso”
Cultura e Spettacoli, Top News

Torna “Le Parole della Montagna”, 17° festival presentato a Roma nel segno del “soccorso”

Quest’anno è dedicato al “soccorso” e si svolge da venerdì 17 a domenica 19 luglio a Smerillo, con una serie di anteprime in alcuni paesi limitrofi. È il festival culturale “Le Parole della Montagna”, ormai presidio culturale per le aree interne, trasformando i piccoli borghi dell’Appennino in veri e propri laboratori di pensiero a cielo aperto. La manifestazione, che da 17 anni porta quindi valore – e indotto – in luoghi quasi disabitati ma densi di storia e spiritualità, è stata presentata oggi a giornalisti e stakeholders presso la Sala stampa della Camera dei Deputati a Roma, alla presenza del senatore Guido Castelli, Commissario Ricostruzione Sisma 2016, Simonetta Paradisi, direttrice artistica del Festival, dell’on Giorgia Latini che ha mandato un videomessaggio, Tonino Severini, sindaco di Smerillo , Michele Franchi, sindaco di Arquata del Tronto e il prof. John Mc Court, rettore dell’Università di Macerata. 

L’obiettivo della kermesse – che quest’anno vedrà alternarsi, tra i numerosi ospiti, il cantautore Simone Cristicchi e l’alpinista Simone Moro – è quella di omaggiare la montagna, la lentezza, la solitudine e l’essenzialità. Come? Con incontri, reading, seminari, approfondimenti, passeggiate ed esperienze per ogni gusto ed età, tra filosofia, alpinismo, poesia, arte, storia, letteratura e teologia. Il tutto strettamente ancorato al minimo comun denominatore costituito dalla parola “soccorso”, che tratteggia un perimetro di temi da sviscerare e un percorso comune nei giorni centrali del Festival (17-19 luglio), così come nel corso delle tre anteprime che si svolgono tra Smerillo e altri paesi del territorio tra le province di Fermo, Ascoli e Macerata. 

“Come amo ricordare, ci rendiamo conto che la scelta di questi luoghi per un festival possa sembrare contro ogni logica moderna. Ma sono invece i paesi come Smerillo, quelli in cui, proprio perché sembra non succedere nulla, può accadere tutto, e quel “tutto” può trovare la sua ragione nell’attivazione culturale. Un “soccorso” – per richiamare la nostra parola di quest’anno – a luoghi che, seppur lontani dai grandi centri, continuano a vivere e lo fanno anche grazie a manifestazioni come “Le Parole della Montagna” e ai prestigiosi partner che, anno dopo anno, ci supportano” – ricorda Simonetta Paradisi, organizzatrice e direttrice artistica del Festival. 

“Manifestazioni come Le Parole della Montagna dimostrano che la cultura non è un lusso riservato ai grandi centri, ma un diritto che deve raggiungere ogni comunità. Portare filosofia, arte, letteratura e riflessione nei borghi dell’Appennino significa contrastare lo spopolamento, rafforzare il senso di appartenenza e costruire nuove opportunità di sviluppo. Il tema del “soccorso” assume così un significato profondo: soccorrere significa anche prendersi cura dei territori, custodirne la memoria e investire sul loro futuro. Per questo le istituzioni devono continuare a sostenere con convinzione iniziative che coniugano cultura, educazione e valorizzazione delle aree interne” – dichiara l’on. Giorgia Latini, vice presidente Commissione Cultura della Camera.

“Il Festival “Le Parole della Montagna” rappresenta ormai un presidio culturale prezioso per Smerillo e per tutte le aree interne marchigiane. In un piccolo borgo dell’Appennino, questa iniziativa dimostra come la cultura può essere  strumento di comunità, coesione e sviluppo, contribuendo a contrastare lo spopolamento e a rafforzare il diritto a restare. La montagna non è marginalità, ma futuro. Eventi come questo aiutano a raccontarne l’identità, la fragilità e la forza, offrendo occasioni di incontro e riflessione in territori che custodiscono un patrimonio umano, spirituale e ambientale straordinario. Smerillo, con “Le Parole della Montagna”, continua a indicare una strada importante che bisogna proseguire” sottolinea Guido Castelli, commissario straordinario sisma .

Il prestigioso cartellone 2026 vanta una parata di ospiti di primissimo piano del panorama scientifico, filosofico e artistico nazionale, capaci di sviscerare il tema del soccorso da molteplici prospettive. Una prima anteprima del festival si è svolta già nel borgo di Monte San Martino (4 luglio), con protagonisti il teologo Paolo Gamberini e l’astrofisico Marco Castellani, in un dialogo tra scienza e spiritualità, viste non più in conflitto fra loro, ma l’una in soccorso dell’altra. La serata ha poi ospitato una tappa del tour dello spettacolo-manifesto intitolato “Per una giovane Italia” ideata dal poeta Davide Rondoni, per un soccorso al mondo adulto offerto dai più giovani che non si rassegnano a vedere avvilire i loro cuori e talenti.

Nell’ottica di mettere in rete i piccoli borghi dell’entroterra marchigiano, il Festival coinvolgerà quest’anno anche ad Arquata del Tronto (12 luglio), un appuntamento simbolico nel 10° anniversario del devastante sisma, con un’escursione nel bosco di Spelonga, guidata dal CAI di Amandola, dove un’orchestra a sorpresa, fonderà la musica con i suoni della natura, unendo il ricordo del passato alla spinta per la rinascita. Ma il nucleo e cuore pulsante della manifestazione rimane il piccolissimo borgo di Smerillo, dove vivono solo 50 anime, arroccato a quasi ottocento metri di altitudine, con una visuale a 360° gradi dai Monti Sibillini al mare del Conero. Un luogo fuori dai grandi circuiti, lontano dalle logiche di mercato e del turismo di massa; qui non ci sono attrazioni nel senso convenzionale del termine, ci sono però il paesaggio, il silenzio, i colori, la luce. Ed è proprio questa semplicità a rendere Smerillo un contesto di straordinaria bellezza ed essenzialità, capace di offrire un’esperienza rara, in cui ritrovare il valore delle cose essenziali. Il primo ospite di Smerillo, venerdì 10 luglio, sarà un relatore d’eccezione, don Luigi Ciotti, fondatore di Libera e di Abele, per un focus di straordinaria attualità dedicato al soccorso inteso non come situazione emergenziale o un’esperienza occasionale, ma come impegno attivo e imprescindibile dovere civile.

Sarà questo il preludio al nucleo centrale e pulsante della manifestazione, che si svolgerà nelle giornate di venerdì 17, sabato 18 e domenica 19 luglio. Nel percorso all’interno della parola “soccorso”, il Festival è attento a non cadere in riflessioni prive di originalità, coinvolgendo studiosi e pensatori di varie discipline. Si inizia così, con il celebre paleontologo e divulgatore Giorgio Manzi, che guiderà il pubblico lungo i sentieri dell’evoluzione umana, per individuare nel soccorso la vera chiave del successo evolutivo, quello che ci ha resi umani. Sarà poi il prof. Stefano Vicari, una delle preminenti voci della psichiatria infantile, a raccogliere e analizzare il grido di aiuto dei giovani. L’affondo nel mondo della letteratura e della poesia che cura, sarà affidato al rettore dell’Università di Macerata, prof. John Mc Court, e al critico letterario Filippo La Porta, per poi approfondirsi nella agorà poetica, con i migliori poeti contemporanei, organizzata nel bosco, in una magnifica ambientazione naturale. Il Commissario alla Ricostruzione Sisma, sen. Guido Castelli, forte della sua esperienza e dei suoi studi giuridici, sposterà il focus sulla nostra Costituzione e sui principi di solidarietà e dignità sociale di cui è portatrice. Un aiuto contro l’ossessione della morte, proverrà dai filosofi e tanatologi Ines Testoni e Davide Sisto, sostenitori di una Death Education, per liberarci dall’angoscia del limite e della fine, un tabù amplificato dalle tecnologie digitali e dall’intelligenza artificiale.

L’appuntamento fisso con il filosofo Cesare Catà infiammerà anche quest’anno la piazza di Smerillo, con una lezione-spettacolo sull’antico mito di Perseo. Non mancherà poi la riflessione con la filosofa Francesca Rigotti, per capire se il soccorso sia sempre un atto di solidarietà o non possa celare una volontà di dominio o addirittura una violenza. E l’immancabile serata alpinista vedrà quest’anno il grande ritorno dell’alpinista di fama internazionale e noto pilota di elicottero specializzato nei soccorsi d’alta quota in Himalaya, Simone Moro, oggi reduce da un ennesimo record sulle vette dell’Alaska, una figura da sempre legata ai valori del soccorso estremo in condizioni limite.

Le emozioni dell’arte e della musica saranno, invece, affidate alla straordinaria sensibilità musicale e attoriale di Simone Cristicchi e alla poesia di Davide Rondoni, in un poetico dialogo fra note e parole. E ancora: la sessione dedicata all’arte vedrà la performance live dell’artista Federica Amichetti, curata da Cecilia Casadei, e la mostra del pittore Marco Salusti, in esposizione con i suoi disegni di UBU, la mascotte del Festival. Infine, come da tradizione, la formula dell’evento unisce la mente al corpo: le mattinate saranno scandite dai cammini guidati nella natura dove l’esperienza del camminare su un tratto del Cammino dei Cappuccini, si fonderà con la meditazione e il silenzio, ispirandosi anche al Cantico delle Creature di San Francesco. I laboratori esperienziali, dal barefoot allo yoga, dal forest bathing alla riflessologia plantare.

 

8 Luglio 2026