La comunità albanese residente nel Fermano esprime il più profondo sdegno, dolore e ferma condanna per la brutale aggressione avvenuta nei giorni scorsi nei pressi dello chalet Tabù sul lungomare La Malfa a Lido Tre Archi, che ha avuto come vittima un connazionale di 50 anni, stimato muratore, attualmente ricoverato in prognosi riservata al Torrette di Ancona. “Come comunità da anni radicata, integrata e attiva nel tessuto sociale ed economico di questo territorio, non possiamo e non vogliamo rimanere inermi di fronte a simili atti di pura barbarie. Quanto accaduto non è solo un attacco a un singolo cittadino, ma rappresenta una ferita profonda per l’intera convivenza civile e per la serenità di tutti i residenti del litorale fermano – hanno commentato Gëzim Zira presidente del Associazione Skanderbeg – Condanniamo con forza la condotta del gruppo di giovani nordafricani responsabili di questo grave episodio. È inaccettabile che la sicurezza delle nostre strade, le nostre famiglie e dei lavoratori sia messa a repentaglio da individui dediti alla violenza e al disordine, in spregio alle leggi e al rispetto della vita umana.
La nostra comunità ripone la massima fiducia nell’operato della magistratura e delle forze dell’ordine, che ringraziamo per il tempestivo intervento. Confidiamo che gli inquirenti, anche tramite l’ausilio delle testimonianze e delle immagini di videosorveglianza, riescano a identificare e assicurare rapidamente alla giustizia i responsabili, garantendo una pena esemplare che scoraggi il ripetersi di tali crimini. – prosegue Granit Mucaj, presidente della FNAI Federazione Albanesi in Italia – Chiediamo alle istituzioni locali e alle autorità competenti un segnale forte: è urgente un potenziamento delle misure di controllo, prevenzione e presidio sul litorale fermano, per restituire la dovuta sicurezza e tranquillità a tutti i cittadini, senza distinzione alcuna. In questo momento di grande dolore e apprensione, l’intera comunità albanese si stringe attorno alla famiglia del nostro connazionale, pregando per la sua guarigione e offrendo tutto il supporto possibile”.










