30.05.22 Don Franco Monterubbianesi compie 91 anni, il messaggio ai fermani
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30.05.22 Don Franco Monterubbianesi compie 91 anni, il messaggio ai fermani

“Cari cittadini di Fermo,
Il 30 Maggio compio 91 anni. Nel 90° anno, avevo chiesto al Signore, con umiltà, di poter rimanere in vita altri 5 anni per completare il senso della mia vita, nel lasciare ai giovani, con una fondazione “Don Franco e i Giovani”, il patrimonio del mio operare, nella visione che la comunità di Capodarco ha sempre avuto nella storia. Si disse nel 50° della comunità nel 2017: “Con Capodarco l’utopia si fa storia”, e si disse per la crisi di questi ultimi anni: “ Torniamo urgentemente a parlare ai giovani, se vogliamo salvare l’umanità”. È questo l’impegno che cerchiamo di portare avanti in questi 5 anni, che mi sono sentito di chiedere sinceramente al Signore. Né ho percorso già uno e tanti sono stati gli eventi positivi che mi hanno accompagnato in questo anno. Né devo ringraziare il Signore e voglio comunicarli a Voi cittadini di Fermo. Sapete anche come ho chiesto la protezione alla Vergine Assunta, patrona di Fermo, sul mio operare e, oggi voglio comunicare ciò a cui sono giunto.

Questi anni sono stati difficili nello smarrimento delle politiche del Welfare, sino al fallimento economico della mia comunità di Roma, non solo per colpa di noi dirigenti ma per il prevalere del sanitario sul sociale da parte dello stato. Io però resistevo alla caduta degli ideali, conseguente alla situazione tra di noi, per personalismi che hanno prevalso, additando due piste di lavoro per riprendersi dalla crisi e così sfidarla con un nuovo slancio. Proprio nel 2012 dicevo il valore trascendente a cui dovevamo riferirci per riprenderci nella forza della resurrezione di Gesù che in queste due piste ci avrebbe aiutato i tutte le maniere. Le due piste, ancora oggi valide, sono: le famiglie che sono in difficoltà per i figli disabili, sul loro dopo di loro, l’altra pista i giovani, uniti tra loro tra nord e sud del mondo, formati in maniera profonda per unirsi alle famiglie per progettare il dopo di noi, nella migliore autonomia possibile dei disabili. Questo soprattutto nell’esperienza di fattorie sociali, che mi ha portato a vivere a Grottaferrata, dove ho la grande collaborazione della Cooperativa Agricoltura Capodarco. La legge 112 del dopo di noi, che abbiamo voluto insieme ad altri, come fondamento del protagonismo delle famiglie, e la legge 141 sull’agricoltura sociale di cui siamo stati i promotori in Italia, sono il nostro punto di riferimento operativo, ma sin dal 2015 mi sono rivolto a Papa Francesco, perché ci aiutasse.

Così nel febbraio 2019 mi rivolsi al presidente dei Vescovi italiani Bassetti. Egli ci disse, noi con Roma ormai alla soglia del fallimento, “Posso aiutarvi per Roma, se ci fate condividere con voi, che so siete incasinati ma siete bravi lo stesso, un progetto che possa essere utile alla società e alla Chiesa”. Io additai subito le tre regioni centrali Umbria, Marche e Lazio, dove era forte il mio lavoro promozionale di queste idee, avendo un grande successo. Iniziammo subito da Roma est ma il Covid ha bloccato tutto. Ho ripreso, andando a Taranto alla settimana sociale di cattolici, per riprendere contatto con il Cardinale Bassetti, nell’ottobre del 2021, ho cercato di preparare il progetto per iniziare di nuovo il rapporto con slancio, ma il tempo è corso più veloce di me e il Cardinale Bassetti ha rassegnato le sue dimissioni. Ed ecco la notizia, grandissima, che il Cardinale Zuppi di Bologna, con il quale nel frattempo avevo intessuto, nella vecchia amicizia, tante idee di collaborazione, il giorno in cui gli comunico la mia esultanza per la scelta avuta, anche per lavorare con lui nelle mie progettualità già pronte, nello stesso giorno mi risponde:” Ti aspetto, Grazie di cuore. Mamma mia che botta!!! Spero in un abbondante razione di Spirito Santo! Insieme però e con buon umore!”. Questa notizia ricevetela anche voi come una benedizione sul mio lavoro di resistenza sulle due piste di lavoro che il Cardinale conosce.

Io verrò nelle Marche per lavorare, perché le nostre Marche proseguano il cammino iniziato, e ora da
approfondire con la Chiesa. Come dice il Cardinale, con lo Spirito Santo che è il grande protagonista che mi ha accompagnato anche nella sofferenza che ho avuto e in cui nessuno è profeta nella propria patria,
facendomi resistere alla grande. Con la Chiesa speriamo di raccogliere questa grande porzione di Spirito Santo, con quello che faremo insieme. Questo secondo lo specifico di Capodarco, intramontabile e forza rivoluzionaria, come ci diceva Famiglia Cristina nel 2017, noi contiamo per la Chiesa e per la società nella forza che i deboli, i poveri, gli emarginati hanno, perché il Signore risorge con loro nella loro lotta, con cui i poveri, anche se subiscono l’ingiustizia, lottano con la forza di Dio contro di essa. Se insegniamo ai giovani a ritrovare la Speranza, facendoli diventare veri condivisori dei loro progetti, il Signore ci darà di vincere ogni resistenza, con la gioia di essere tutti uniti senza più personalismi, come il Regno di Dio sulla terra vuole. A voi amici Fermani, chiedo la vostra partecipazione, rendendovi consapevoli, piano piano, del mio progetto nelle Marche”.
Don Franco Monterubbianesi

30 Maggio 2022