Sono al via i lavori di riparazione dei danni e miglioramento sismico della Collegiata di Santa Vittoria Martire, uno dei principali edifici di culto e simboli storici di Santa Vittoria in Matenano . L’intervento, attuato dall’Arcidiocesi di Fermo, beneficia di un contributo complessivo di 900 mila euro e l’Ufficio Speciale Ricostruzione ha appena liquidato un primo acconto di circa 207 mila euro.
La Collegiata rappresenta uno dei monumenti più importanti del Fermano. Costruita a partire dal 1774 dopo la demolizione dell’antica abbazia farfense, fu consacrata nel 1793 e ancora oggi costituisce il cuore religioso e identitario della comunità. Con una superficie di circa 1.000 metri quadrati, è la seconda chiesa più ampia della provincia dopo il duomo di Fermo e custodisce al suo interno un importante patrimonio artistico composto da altari monumentali, opere pittoriche, statue e la celebre cripta che conserva le reliquie di Santa Vittoria.
«La partenza di questo intervento rappresenta una notizia molto importante per l’intera comunità di Santa Vittoria e non solo – spiega il commissario straordinario alla ricostruzione Guido Castelli -. La Collegiata non è soltanto un luogo di culto, ma un autentico simbolo della storia, della cultura e dell’identità del territorio. Restituire questo monumento ai cittadini in condizioni di piena sicurezza significa preservare un patrimonio che appartiene a tutta la comunità. Ringrazio l’Arcidiocesi di Fermo, i professionisti coinvolti, l’Usr e la Regione guidata dal presidente Acquaroli».
«L’avvio dei lavori sulla Collegiata è un momento che tutta la nostra comunità attendeva da tempo. Parliamo di un luogo che rappresenta la storia, la cultura e l’identità di Santa Vittoria e che, dopo i danni causati dal sisma, potrà tornare a essere pienamente fruibile e sicuro. È un intervento importante non solo per il valore religioso e artistico della Collegiata, ma per l’intero percorso di ricostruzione e rilancio del nostro paese. Ringraziamo il Commissario Guido Castelli, l’Ufficio Speciale per la Ricostruzione, la Regione Marche e l’Arcidiocesi di Fermo per il lavoro svolto e per aver reso possibile questo passo concreto verso la restituzione di un bene così prezioso alla nostra comunità.» dichiara il sindaco Francesco Agostini.
Gli eventi sismici del 2016 hanno provocato danni significativi alla struttura, evidenziando vulnerabilità soprattutto in corrispondenza degli spigoli tra navata e transetto, della facciata principale, della sagrestia e di alcune porzioni murarie interessate da fenomeni di taglio e dissesto. Le scosse hanno causato lesioni diffuse, distacchi di elementi decorativi e il danneggiamento di alcune delle statue collocate nelle nicchie interne della chiesa. Il progetto prevede interventi di consolidamento strutturale delle murature mediante iniezioni di malta, operazioni di cuci-scuci nelle parti lesionate, installazione di nuove catene metalliche per migliorare il comportamento dell’edificio in caso di sisma e il rinforzo della facciata principale. Saranno inoltre recuperati i locali tecnici e la sagrestia, ripristinate le finiture danneggiate e realizzati interventi specifici per contrastare le infiltrazioni d’acqua e i fenomeni di umidità che interessano alcune aree dell’edificio.










