“Torneremo dai padroni e gli taglierem la testa, ohi lì ohi là, comunismo e libertà». È lo stornello intonato a squarciagola da alcuni esponenti del Partito Democratico durante “Amelia”, la festa provinciale dei Giovani Democratici di Pesaro-Urbino, organizzata al circolo Arci di Villa Fastiggi.
Non si tratta, però, soltanto delle parole pronunciate durante una festa. Il video dell’esibizione è stato infatti pubblicato sui canali social della manifestazione con la scritta “Compagni veri” e, a un giorno dalla pubblicazione, risulta ancora online, corredato anche da interazioni e like. Un elemento su cui è intervenuto il deputato marchigiano di Fratelli d’Italia Antonio Baldelli nel chiedere se quel contenuto sia stato tollerato oppure condiviso da chi ha scelto di pubblicarlo.
“Non siamo di fronte a una innocua canzone popolare intonata con leggerezza. Le parole hanno un peso, soprattutto quando vengono pronunciate in un contesto politico. – commenta l’on. Antonio Baldelli – Evocare il taglio della testa dei “padroni” richiama una retorica di odio ideologico e di violenza politica che appartiene alle pagine più buie della nostra storia recente. La vicenda assume un significato ancora più politico perché avviene nell’ambito della festa nella quale Matteo Ricci e Giuseppe Conte hanno rilanciato l’alleanza tra Partito Democratico e Movimento 5 Stelle, discutendo della costruzione di un programma comune per il cosiddetto campo largo. La domanda, allora, è inevitabile: è questo il clima nel quale il campo largo intende costruire il proprio programma? La lotta ai “padroni” a colpi di teste da tagliare? Giuseppe Conte, sempre pronto a impartire lezioni di legalità agli avversari ma assai più indulgente nei confronti di Matteo Ricci — attualmente indagato dalla Procura di Pesaro e, come ogni persona sottoposta a indagine, da considerarsi innocente fino a eventuale sentenza definitiva — non vorrà forse liquidare anche questo episodio come semplice folklore o goliardia? – prosegue il parlamentare FdI Baldelli – Chi aspira a governare il Paese e le sue istituzioni ha il dovere di respingere senza ambiguità qualsiasi linguaggio che evochi violenza nei confronti di imprenditori, datori di lavoro o presunti avversari sociali.
E poi si chiedono perché il campo largo venga guardato con sempre maggiore diffidenza proprio da imprenditori, manager e rappresentanti del mondo produttivo, come emerso anche dal dibattito al Forum di Cernobbio. Se da una parte si cerca il dialogo con chi crea lavoro e ricchezza, dall’altra si lasciano circolare, persino sui propri canali social, messaggi che evocano il “taglio della testa ai padroni”: è davvero questa la cultura politica con cui il centrosinistra pensa di conquistare la fiducia del mondo produttivo? Attendiamo dal leader del Movimento 5 Stelle e dai vertici del PD una presa di distanza chiara e senza equilibrismi. – conclude l’on. Antonio Baldelli – Se parole analoghe fossero state cantate durante una festa della destra, siamo certi che la sinistra avrebbe chiesto dimissioni, condanne politiche e interrogazioni parlamentari nel giro di poche ore. La violenza politica non diventa accettabile perché viene cantata con il sorriso. E l’odio di classe non diventa libertà soltanto perché qualcuno decide di esibirlo durante una festa giovanile”.










