“Manca studio di fattibilità della bretella A14 arretrata da Porto Sant’Elpidio a Teramo”, Valentini replica al Baldelli
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“Manca studio di fattibilità della bretella A14 arretrata da Porto Sant’Elpidio a Teramo”, Valentini replica al Baldelli

“In merito alla sua proposta della bretella autostradale arretrata da Porto Sant’Elpidio a Teramo come ipotesi alternativa alla terza corsia dell’A14 nelle Marche sud, mi permetto di offrile alcune considerazioni. La Regione Marche non ha competenza diretta sull’opera, ma ha svolto un ruolo molto attivo a partire dal 2020, anno del suo primo insediamento come assessore regionale competente, sposando l’ipotesi della realizzazione della terza corsia da parte di Aspi. – così replica il presidente del Comitato Arretramento A14, Massimo Valentini all’assessore regionale alle Infrastrutture Francesco Baldelli –  A distanza di sei anni dobbiamo però arrivare a delle conclusioni. Lo dobbiamo soprattutto per un rispetto nei confronti di coloro che negli ultimi 10 anni hanno dovuto affrontare la situazione esplosiva sotto il profilo della sicurezza dell’A14 da Porto Sant’Elpidio a San Benedetto; nei confronti dei numerosi morti e feriti negli incidenti, delle loro famiglie, e nei confronti di coloro che hanno bisogno di utilizzare questo tratto autostradale per lavorare e devono tuttora affrontare costi e disagi enormi dati da un percorso che è diventato ancora più pericoloso per l’ingiustificata durata dei lavori di manutenzione  che stanno raggiungendo il traguardo dei 10 anni. – prosegue il presidente del comitato Valentini –  Condivido con lei che “dobbiamo concentrarci sulle ipotesi realizzabili”, ma a questo punto ci sono tutti i dati per concludere che l’ipotesi progettuale di Aspi della terza corsia formulata all’inizio del suo mandato non appare realizzabile.

Appare irrealizzabile per una serie di dati oggettivi noti che le elenco: costo sproporzionato dell’opera dettato dalla conformazione geologica dei luoghi, grave rischio idrogeologico accertato da decenni dal Piano idrogeologico della Regione Marche, rischio confermato dal tipo di lavorazioni che le manutenzioni delle gallerie hanno devono ancora oggi essere realizzate, durata limitata della  concessione autostradale residua che non permette al gestore di effettuare questo investimento non essendo un ente di beneficenza. Occorre con realismo e responsabilità dire che questo intervento della terza corsia nelle Marche non può essere realizzato e che non avrebbe alcun senso premere per interventi parziali, tipo la terza corsia da Porto Sant’Elpidio a Pedaso, che non risolverebbe alcuno dei problemi esistenti. Detto ciò, ritorno sul tema da Lei evidenziato della necessità “di concentrarsi sulle ipotesi realizzabili” e che implica il giudizio di irrealizzabilità della proposta della bretella arretrata.

A differenza dello studio della terza corsia che ha avuto un approfondimento tecnico da parte di ASPI, sulla bretella arretrata non abbiamo alcun studio di fattibilità e quindi non abbiamo alcun dato di valutazione che porti a giudicare sulla possibilità di effettuare tale investimento fondata su una valutazione d’impatto costi/benefici. A differenza della concessione dell’A14,  la realizzazione della bretella autostradale implica l’avvio di una nuova concessione che può garantire quella durata necessaria per trovare l’interesse da parte di un concessionario/investitore. 

Insistere oggi sull’ipotesi della terza corsia, quando i dati emersi lo escludono chiaramente, è molto divisivo in un territorio, mentre abbiamo bisogno di un processo che garantisca trasparenza e condivisione, non sulla base di chiacchiere od opinioni, ma sulla base di quello che la legge indica, garantendo analisi tecnica e partecipazione. 

Il nuovo Codice dei Contratti Pubblici prevede per questi tipi di intervento il Documento di Fattibilità delle Alternative Progettuali. La fattibilità della terza corsia è stata studiata, manca lo studio di fattibilità della Bretella arretrata da Porto Sant’Elpidio a Teramo. Perché non utilizzare i fondi europei per la redazione di questo studio? Perché anche la Regione non chiede al Ministero di inserire questo studio nel Bando Europeo CEF Trasporti che scade il prossimo 6 ottobre? – conclude il presidente del Comitato Arretramento Valentini – Il territorio delle Marche sud non ha perso nessun treno perché 22 anni fa la terza corsia non fu realizzata sino a Pedaso in quanto non avremmo avuto risolto alcuno dei problemi che poi si sono verificati, al contrario dopo 22 anni è più attuale che mai l’urgenza di una visione strategica complessiva dell’impianto infrastrutturale nelle Marche sud”.

4 Ottobre 2026