FIALS Fermo, Donati: “troppo pochi 18 nuovi infermieri nel piano sanitario in affanno”
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FIALS Fermo, Donati: “troppo pochi 18 nuovi infermieri nel piano sanitario in affanno”

“Il sindacato FIALS Fermo si stringe attorno a tutti gli infermieri per ribadire la centralità della loro figura nell’ambito di un Sistema Sanitario in affanno. Senza il lavoro infaticabile e la professionalità degli infermieri, i cittadini e i pazienti sarebbero soli ad affrontare la dura prova della malattia. Nonostante in Italia come nella provincia di Fermo, i vertici della sanità e la politica in generale, ancora ritengano che la presa in carico del malato sia una questione principalmente “del medico”, i fatti raccontano una realtà ben diversa: senza gli infermieri non ci sarebbe assistenza, certezza e umanizzazione delle cure. Va ribadito a tal proposito che gli infermieri sono professionisti laureati, responsabili in toto della pianificazione dell’assistenza e non più “aiutanti” del medico. – ad affermarlo in una nota è il commissario FIALS provinciale Giuseppe Donati in occasione del 12 maggio Giornata Internazionale dell’Infermiere –

Il sindacato si batte per valorizzare la professione infermieristica, compresi i percorsi di crescita di carriera e di riconoscimento economico, attualmente la retribuzione media di un infermiere in Italia è del 25% più bassa della media europea. Troppo ampia anche la forbice con la retribuzione dei dirigenti medici seppur anche i loro stipendi siano inferiori alla media europea. La ricorrenza della giornata internazionale dell’infermiere 2026, arriva in un momento cruciale per la sanità della provincia di Fermo. L’apertura imminente del nuovo ospedale di Campiglione ma anche la riorganizzazione di tutta la medicina del territorio con l’attivazione delle Case ed Ospedali di Comunità, ’implementazione dell’assistenza domiciliare, l’inserimento della figura d’infermiere di famiglia, la necessità di “riempire” l’ospedale di Amandola ancora troppo vuoto di servizi, la messa a terra dell’Atto Aziendale e la conseguente riscrittura degli Incarichi di funzione, faranno diventare gli infermieri ancora più centrali di quanto lo siano, nel progetto di riorganizzazione della sanità fermana. Non solo quelli del settore pubblico ma anche quelli che operano nelle strutture private convenzionate, cooperative e terzo settore. Senza una rete integrata, vera ed efficiente il progetto sarebbe destinato a fallire.

Purtroppo dobbiamo riaffermare come l’organico dell’ AST Fermo sia ancora inadeguato. – prosegue il commissario Giuseppe Donati – FIALS Fermo auspica un piano di reclutamento di personale dell’azienda sanitaria fermana, sia in vista dell’apertura del nuovo ospedale di Campiglione sia per garantire una “vera” riorganizzazione della sanità territoriale che non fosse solo un annuncio o poco più. L’aumento del tetto di spesa per il personale, che la Regione ha assegnato all’AST Fermo per il 2026, faceva sperare qualcosa di più in termini di rafforzamento dell’area del comparto e in special modo del numero degli infermieri. Invece, al netto di timidi segnali di miglioramento, c’è stata una sottovalutazione della carenza di organico. A fronte delle preannunciate 100 nuove assunzioni in AST Fermo nel 2026, 32 sono di figure mediche. Non che sia una cattiva notizia per il sistema in generale, soprattutto quando vanno a coprire primariati vacanti ma si continua con un trend del tutto disequilibrato nella spesa, tra figure della dirigenza e quelle del comparto. Delle 70 restanti assunzioni previste, solo 18 saranno quelle d’infermieri. Dai 691 infermieri presenti al 31/12/2025, si passerà al massimo a 709 unità al 31/12/2026. Il saldo positivo sarà quindi di sole 18 unità. Eppure, la prova della carenza effettiva di unità infermieristiche, è stata certificata dalla stessa Regione Marche che ha verificato come nel 2025, siano state richieste ed effettuate nella AST fermana, migliaia di ore di Prestazioni Aggiuntive per carenza d’organico e abbattimento liste di attesa. Assumere 32 nuovi medici e solo 18 nuovi infermieri, facendo cessare tra l’altro tutti i contratti a tempo determinato, è un errore in termini e non garantirà un vero aumento di produttività e prestazioni erogate.

Nessun medico potrà operare da solo senza l’indispensabile collaborazione di figure del comparto e in special modo dell’infermiere. – conclude il commissario Donati – Tra le positive coperture dei primariati vacanti portate a termine o invia di completamento, non compare quella della Direzione medica di Presidio ospedaliero, il cui posto da direttore è scoperto da quasi tre anni. Una stranezza da interpretare. Chi dovrebbe pianificare insieme ai direttori delle Unità Operative del Murri, tutto il percorso di trasferimento dei reparti nel nuovo ospedale, è proprio il Direttore Medico di Presidio. Di contro, però, pur senza coprire il posto di direttore di Struttura Complessa, per la DMO sono stati assunti tre nuovi dirigenti medici”.

 

11 Maggio 2026