lI navigatore porta l’auto del vescovo ad impantanarsi nei giorni scorsi fra il fango e i sassi di contrada Gabbiano. Scenario dell’ultima disavventura per l’alto prelato sono le strade mulattiere dell’excalve di Fermo, segnalata dalle famiglie residenti Berdini, Cappannari, Fortunati, Sergolini e Fabrizi. L’altra sera il vescovo di Assisi-Foligno, mons. Felice Accrocca recatosi a Montegiorgio per la presentazione di un libro sui Fioretti di San Francesco, ha provato sulla propria pelle che cosa significhi transitare nelle periferie dimenticate di Fermo. Impostato il navigatore per raggiungere l’evento, l’auto è stata dirottata attraverso Pollenza e fatta passare per le strade accidentate di Gabbiano. Il vescovo è arrivato a destinazione completamente scosso e provato dal viaggio, raccontando pubblicamente il disastro e l’incredibile disagio vissuto su quel tracciato che di stradale, ormai, ha ben poco.
“Una figuraccia istituzionale di portata nazionale, che fotografa impietosamente lo stato di degrado in cui versa l’isola amministrativa fermana – commentano le famiglie residenti – eppure, la Giunta Scarfini continua a prendere in giro i cittadini. Ci era stato promesso che a settembre sarebbero partiti i lavori di manutenzione. Ma la realtà dei fatti si è rivelata l’ennesima farsa: vengono mandati sul posto operai a mani vuote o senza alcuna indicazione seria, a cui non viene permesso di allargare né di mettere mano alla struttura delle carreggiate. Incredibilmente, dal Comune arrivano ordini assurdi: “Da Fermo dicono di non allargare!”.
Il risultato è sotto gli occhi di tutti, in particolare su strada Tarucchio, che oggi rappresenta un delirio totale, un vero e proprio torrente di fango, solchi profondi e pietraie dove transitare è un terno al lotto per la propria incolumità. La misura è colma. I residenti esausti chiedono la risoluzione del problema: “non possiamo attendere le prossime elezioni per l’asfalto, l’Amministrazione comunale di Fermo ha il dovere di muoversi con i mezzi necessari e idonei. Le strade vanno allargate a norma, spianate per bene, dotate di scoli e argini adeguati, e infine riempite di breccia pressata a dovere con i giusti rulli compressori. Continuare a lasciare contrada Gabbiano in questo stato di abbandono, tra divieti immotivati e incompetenza amministrativa, è una vergogna inaccettabile che grida giustizia. Pretendiamo risposte e fatti immediati, prima che la situazione degeneri”.










