Ricorre il 252° anniversario della fondazione della Guardia di Finanza, un’istituzione che rappresenta un pilastro a presidio delle libertà economiche sancite dalla Costituzione: La cerimonia si è svolta anche nella nuova caserma provinciale di Fermo in zona Sant’Andrea presieduta dal comandante colonnello Vittorio Angelini di cui riportiamo di seguito le parole del suo intervento.
“Desidero rivolgere un ringraziamento a tutte le Fiamme Gialle di Fermo, che indossano la divisa con dignità e orgoglio; a loro sono grato per la professionalità, la dedizione e lo spirito di sacrificio che mettono a disposizione costantemente al servizio della comunità.
L’azione della Guardia di Finanza è finalizzata a tutelare i cittadini onesti e le imprese sane, contrastando ogni forma di illegalità e, in special modo, il lavoro irregolare e l’economia sommersa. Da 25 anni il Corpo è una moderna forza di polizia a competenza generale in materia economico-finanziaria, vicina alle persone e a tutela dei diritti economici in un mercato globale, che promuove lo sviluppo di una società più equa e solidale nel pieno rispetto dei principi costituzionali.
La ricorrenza offre l’occasione per porre in risalto le attività più significative che hanno caratterizzato il 2025 e i primi mesi del 2026 per la Guardia di Finanza di Fermo. Con riguardo alla lotta all’evasione e alle frodi fiscali, quali sono gli illeciti più frequenti che sono stati rilevati? Le frodi fiscali, l’elusione e l’evasione fiscale anche a carattere internazionale incidono negativamente sul sistema economico, sul regolare funzionamento del mercato e sull’efficiente impiego delle risorse pubbliche. Tali fenomeni, oltre a minare il patto di fiducia tra le Istituzioni e i cittadini, colpisce duramente l’equità sociale, sottraendo importanti risorse ai programmi di supporto a favore dei soggetti più vulnerabili.
Tra i maggiori risultati conseguiti nello specifico comparto spicca una complessa operazione svolta dal Gruppo GdF di Fermo denominata “Tempi Supplementari” coordinata dalla locale Procura della Repubblica, che ha svelato un collaudato sistema criminale diretto alla commissione dei reati di estorsione e intermediazione illecita di manodopera nel settore alimentare. L’operazione ha portato al sequestro preventivo di circa 1,7 milioni di euro sui conti correnti di un’azienda del fermano, alla segnalazione all’Autorità Giudiziaria di sei responsabili di nazionalità cinese e alla ricostruzione di condotte illecite perpetrate a danno di oltre 50 lavoratori. L’attività investigativa trae origine dalla denuncia di un ex dipendente extracomunitario licenziato a seguito di un serio infortunio occorso durante l’orario di lavoro, ha permesso di scoprire le condizioni di grave sfruttamento alle quali erano sottoposti i lavoratori impiegati nello stabilimento, in collaborazione con i Vigili del Fuoco e con l’AST di Fermo con il supporto dell’Ispettorato Territoriale del Lavoro di Ascoli – Fermo. L’intervento si inquadra nella complessiva strategia del Corpo orientata al contrasto del sommerso da lavoro e delle forme di sfruttamento. Tale fenomenologia criminale, oltre a sottrarre risorse all’Erario e a minare il sistema economico nazionale, altera la leale concorrenza tra le imprese e lede la dignità della persona. Intendo evidenziare l’attività a contrasto dell’illegalità fiscale connessa alle nuove frontiere dell’economia digitale, focalizzata nel fenomeno dell’ “e-commerce indiretto”.
L’operazione, condotta dal Gruppo di Fermo, ha interessato un operatore commerciale attivo nella compravendita telematica di prodotti elettronici e accessori per smartphone, consegnati tramite canali tradizionali, ed è scaturito da un’accurata analisi di rischio basata sull’incrocio delle banche dati in uso al Corpo. Nel corso dell’attività ispettiva è emersa una netta sproporzione tra gli ingenti costi di spedizione sostenuti e i ridotti ricavi dichiarati dalla società.
Attraverso l’esame dei dati estratti dalle piattaforme di vendita, i Finanzieri hanno ricostruito il reale volume d’affari dell’azienda. Incrociando il valore medio delle transazioni con il numero di spedizioni effettuate dalla ditta prive di copertura fiscale, è stato smascherato un sistema fraudolento volto a occultare al Fisco le operazioni imponibili, a fronte del quale, tra l’altro, la società beneficiava di un regime fiscale agevolato pur non avendo effettivamente i requisiti per accedervi. Sono stati occultati ricavi per oltre 600 mila euro e un’evasione dell’IVA per circa 80 mila euro. La decadenza immediata dal regime agevolato per assenza dei presupposti ha determinato il passaggio a quello ordinario semplificato e il ricalcolo delle imposte sui redditi dovute all’Erario. L’operazione si è conclusa con la segnalazione del titolare della ditta all’Agenzia delle Entrate e la denuncia alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Fermo per le
fattispecie penali-tributarie di omessa dichiarazione e di occultamento o distruzione di documenti contabili.
Le Fiamme Gialle fermane hanno eseguito 26 interventi a tutela del comparto produttivo della provincia finalizzati a preservare la stabilità e l’equilibrio dei distretti industriali dalle diverse forme di illegalità. Nello specifico, l’azione è stata indirizzata sul contrasto all’evasione fiscale, all’indebita percezione di fondi pubblici e alle violazioni in materia di sicurezza prodotti e Made in Italy.
Tra le priorità istituzionali della Guardia di Finanza figura il contrasto alle frodi e a salvaguardia delle ingenti risorse stanziate dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) siano destinate al rilancio strutturale del Paese. In questo scenario, attenzione è stata rivolta verso gli incentivi erogati nel settore edilizio, con riferimento al “Superbonus 110%” (“Sismabonus” ed “Ecobonus”), comparto nel quale è stata disvelata dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria una rilevante frode posta in essere tramite l’emissione di fatture per operazioni inesistenti, la predisposizione di false asseverazioni e l’apposizione di visti di conformità da parte dei professionisti coinvolti. Nel dettaglio, una società general contractor operante nel maceratese aveva stipulato contratti di appalto per l’esecuzione di interventi edilizi agevolati su condomini del fermano per oltre 16 milioni di euro.
Tali operazioni hanno ottenuto con fatturazioni fittizie, agevolazioni dallo Stato per lavori di efficientamento energetico e sismico non eseguiti i cui relativi crediti di imposta sono stati ceduti. Le indagini hanno coinvolto, oltre agli amministratori della società general contractor e del condominio, anche gli ingegneri che avevano presentato all’ENEA asseverazioni contenenti false informazioni e attestazioni non veritiere sulla congruità delle spese e sull’effettiva realizzazione degli interventi agevolati. Nella frode sono risultati implicati anche tre commercialisti incaricati di apporre i visti di conformità in relazione ai crediti ceduti e di trasmettere i modelli di cessione all’Agenzia delle Entrate. La frode fiscale ha generato crediti inesistenti per oltre 16 milioni di euro. Una parte di questa somma è stata bloccata ab origine dall’Agenzia delle Entrate, mentre la restante quota ha originato crediti fiscali in parte già ceduti a soggetti terzi o utilizzati in compensazione per il pagamento di tributi dovuti, per i quali sono state riscontrate persino insolite richieste di annullamento. Il GIP competente ha emesso un provvedimento di sequestro preventivo ed impeditivo per oltre 1,7 milioni di euro di crediti inesistenti, intercettando sia le somme ancora nella disponibilità del general contractor, sia la parte già ceduta a terze società”.










