“La nostra grande arma è il gruppo: tutti insieme abbiamo raggiunto questo punto e insieme daremo il massimo”. La Fermana entra nella fase decisiva della stagione e il direttore sportivo Sergio Filipponi carica il gruppo alla vigilia della sfida di domenica in Umbria contro la Pietralunghese, nella gara di andata delle finali nazionali dei playoff validi per tornare in serie D.
“Questa Fermana – spiega il diesse – è prima di tutto un grande gruppo. Tutte le componenti hanno lavorato nella stessa direzione e credo che quest’anno sia stato fatto qualcosa di incredibile, soprattutto considerando che siamo partiti in ritardo rispetto a tante altre squadre. Non era semplice costruire in poco tempo una squadra competitiva e soprattutto un’identità forte, ma questo club è riuscito a farlo”.
“Il gruppo dei giocatori è stato fantastico. Parliamo di ragazzi e uomini prima ancora che di calciatori, persone con valori importanti e professionisti seri. Questo ha fatto la differenza durante tutta la stagione e ci ha permesso di arrivare oggi a un passo da un traguardo storico. In un campionato difficile come quello di Eccellenza, senza compattezza e spirito di sacrificio non si arriva fino in fondo”.
Il direttore sportivo originario di Ascoli estende il ringraziamento a tutte le figure che hanno contribuito al percorso della formazione gialloblu. “Insieme ai giocatori, tutto il gruppo ha dimostrato forza e unità in ogni sua componente. Penso allo staff tecnico di mister Gentilini, ai professionisti che lavorano dietro le quinte, al team manager, alla segreteria, all’area comunicazione e naturalmente alla dirigenza. Tutti hanno dato qualcosa ogni giorno. Così come i tifosi. È questa la vera forza della Fermana”.
Infine uno sguardo alla sfida contro la Pietralunghese. “Affronteremo una squadra che ha dimostrato tutto il suo valore e che possiede caratteristiche importanti per la categoria. Sappiamo che sarà una doppia sfida complicata, contro un avversario organizzato e forte. Noi però siamo pronti a dire la nostra sul campo, con rispetto ma anche con consapevolezza del percorso che abbiamo costruito fino a qui”.










