“Quello della terza corsia è un falso problema. Il vero problema della provincia di Fermo è la mancanza di infrastrutture, senza le quali è impossibile pensare a un reale sviluppo di questo territorio”. Va dritto al punto Saturnino Di Ruscio e spiega le ragioni che, da primo cittadino, lo portarono a dire no all’ampliamento dell’A14 nel territorio fermano. Un no – spiega il candidato sindaco della lista civica Servire Fermo –, “giustificato da questioni prettamente tecniche: la mancanza di sicurezza in alcuni tratti del percorso, nei quali non era prevista neppure la corsia di emergenza, e la fragilità di altri tratti, soggetti a movimenti franosi”. Criticità che “non davano sufficienti garanzie di sicurezza al progetto, ma che avrebbero potuto essere superate da modifiche progettuali che, però, Società Autostrade non ha mai effettuato”.
Non solo. A conti fatti, la realizzazione della terza corsia non avrebbe portato effettivi vantaggi al territorio di Fermo. Dopo una manciata di chilometri, infatti, arrivati a Porto Sant’Elpidio, chi viaggia da sud verso nord, ieri come oggi, trova le tre corsie. Chi, invece, da nord si dirige verso sud, dopo Pedaso, con l’ampliamento, sarebbe tornato a viaggiare su due corsie. Tradotto: l’ampliamento in territorio fermano non avrebbe in alcun modo risolto i gravi problemi di viabilità che, com’è noto, si verificano proprio da Pedaso verso sud.
“Si continua a parlare di terza corsia – spiega Di Ruscio – e non di come, in una regione ‘a pettine’ come le Marche, soltanto la realizzazione di adeguate infrastrutture potrebbe garantire uno sviluppo equilibrato del territorio. Un territorio cresciuto in autonomia, non sotto un governo di area vasta”. I risultati sono sotto gli occhi di tutti: buona parte degli abitanti delle zone montane e alto-collinari si sono trasferiti lungo la costa e con loro si sono spostati attività economiche e servizi. “Oggi – dice il candidato sindaco –, abbiamo un’urbanizzazione costiera che va da San Benedetto del Tronto a Pesaro. In una striscia di territorio di appena 15 chilometri sono concentrati il 70-80% degli abitanti e la maggior parte delle attività e dei servizi”.
Un fenomeno che è particolarmente evidente nella provincia di Fermo, arginabile soltanto riprendendo in mano il Piano di sviluppo regionale, documento che non faceva riferimento soltanto alla direttrice adriatica, ma anche a infrastrutture di collegamento tra l’area montana e quella costiera: Mare-Monti e Mezzina, quest’ultima realizzata soltanto nel tratto tra Montecosaro e la valle del Tenna.
Completare la Mezzina? Arretrare l’A14 da Porto Sant’Elpidio o da Civitanova Marche? “Sono decisioni da prendere in ambito provinciale e interprovinciale. L’importante – conclude Di Ruscio – è prenderle e in fretta, per dare a questo territorio le opportunità di sviluppo che merita”.










