Attraverso il racconto delle proprie testimonianze, i donatori hanno spiegato ai ragazzi come un gesto anonimo e gratuito possa trasformarsi in una speranza concreta per gli altri. Per l’AVIS, che nel 2025 ha raggiunto il record storico di 934 donazioni, coinvolgere le nuove generazioni è la chiave per guardare al futuro con l’obiettivo ambizioso di toccare quota 1.000 donazioni nel 2026.
I ragazzi hanno rivolto numerose domande ai volontari, dimostrando un’attenzione che conferma quanto già rilevato in altre occasioni: i giovani hanno bisogno di dare un nome alle emozioni e di trovare esempi positivi in una società che spesso tende all’isolamento.
“Donare la vita è un atto d’amore ed ognuno può scegliere di fare la differenza in modo consapevole”. È questo il messaggio che i volontari hanno lasciato alla classe, sottolineando che l’impegno dell’AVIS non si ferma alla raccolta di sangue, ma si estende alla protezione dell’essenza stessa dell’essere umano e dei suoi diritti. In chiusura, alla domanda degli studenti su come un giovane possa avvicinarsi a questa realtà, i volontari sono stati chiari: non serve essere eroi, serve scegliere di esserci. Si può essere donatori attivi ma anche sostenitori dell’associazione mettendo a disposizione il proprio tempo, partecipando alle iniziative proposte nel territorio, facendosi portavoce del messaggio di solidarietà che è alla base dell’attività di Avis come di Admo.
“L’Avis è di tutti e ha bisogno di tutti – hanno ricordato i volontari ai ragazzi – Anche chi non può ancora donare come voi, che siete giovanissimi, può diventare un promotore di solidarietà tra i propri coetanei e negli ambienti di ogni giorno”. L’incontro si è concluso con la promessa di rivedersi presto, certi che seminare consapevolezza tra i banchi di scuola un modo prezioso per continuare a camminare, insieme, sulla strada giusta.










