Rompere il muro di silenzio che avvolge il declino economico e sociale del territorio e restituire voce ai cittadini. “In una città capoluogo dove esponenti politici e liste civiche cambiano schieramento in base alla convenienza del momento – afferma l’esponente del movimento Massimiliano Bartocci – la provincia di Fermo è oggi l’ultima nelle Marche per reddito pro capite ed è tra le peggiori in Italia per chiusura di imprese. Il centro storico si svuota, le attività chiudono, i giovani se ne vanno, mentre la politica continua a discutere senza affrontare le cause profonde di questo declino. Di fronte a questo scenario – prosegue Bartocci – ci poniamo alcune domande: perché a Fermo i partiti di destra rinunciano a partecipare alla competizione elettorale? perché quelli di sinistra evitano qualsiasi critica ai provvedimenti presi dalla precedente amministrazione? perché sui problemi reali della città si preferisce tacere?
Nei programmi elettorali delle altre forze politiche mancano proprio i punti decisivi per il futuro della città – spiega Bartocci – per noi questi punti sono essenziali, e da qui vogliamo ripartire. Trasparenza e partecipazione per cui troppi atti e scelte importanti sono stati presi senza un confronto con i cittadini. Ci impegnamo a ripristinare la piena consultabilità degli atti amministrativi, nel rispetto delle direttive ANAC, garantire un confronto pubblico reale sulle scelte strategiche, sugli incarichi e sulle consulenze, porre fine alla stagione del consociativismo, delle decisioni prese nelle stanze chiuse e delle logiche clientelari”.
“Fermo non può continuare a perdere i propri beni e la propria identità – dichiara Massimiliano Bartocci – luoghi simbolo come la Casina delle Rose, la casa del custode, l’ex mercato coperto e l’area demaniale di Santa Lucia devono tornare ad essere strumenti di rilancio turistico, culturale ed economico, non occasioni mancate o operazioni poco trasparenti. Ricostruire Fermo si impegna a fare da collante tra imprese, commercianti e proprietari di locali inutilizzati per contrastare la desertificazione commerciale e rilanciare la città come vero capoluogo del territorio. Fermo non può diventare il luogo dove trattare i rifiuti provenienti dalla provincia e oltre, come ad esempio avverrà con la creazione di un biodigestore e dell’industria insalubre di trasformazione del gas in metano. Un Comune dovrebbe difendere i propri cittadini e il proprio territorio non creare problemi. Problemi per l’arrivo dei rifiuti, problemi per l’inquinamento, il traffico pesante, lo smaltimento dei materiali di risulta. È necessario dotare il Comune di strumenti per il controllo dell’inquinamento elettromagnetico e delle polveri sottili. La sicurezza non può essere solo uno slogan. Tra i primi provvedimenti da adottare: un presidio fisso della polizia municipale nel quartiere di Lido Tre Archi e zone a traffico limitato nelle ore notturne anche nel centro storico.
Abbiamo atteso fino all’ultimo un segnale di responsabilità e di amore per la città da parte delle forze politiche di destra e di sinistra – commenta Bartocci – a due mesi dal voto non si è vista alcuna presa di distanza dai tanti errori e danni prodotti negli anni alla città, né una vera assunzione di responsabilità per il declino economico e sociale che tutti possono constatare. Di fronte a questo silenzio, e di fronte al rischio che tutto continui come sempre, riteniamo non sia più possibile restare a guardare.
Per questo non ci resta che fare appello ai cittadini: a tutti coloro che hanno a cuore il futuro di Fermo e non vogliono lasciare la città nelle mani di chi ha dimostrato di non amarla abbastanza da difenderla e cambiarla – conclude il referente di Ricostruire Fermo -. Se da questo appello nascerà una reale disponibilità a candidarsi e a lavorare per la città, presenteremo la lista e un programma amministrativo completo, serio e trasparente. Fermo può cambiare solo se i cittadini decidono di mettersi in gioco, non come semplici elettori chiamati a votare ogni cinque anni, ma come protagonisti responsabili del futuro della città”.










