Il convegno dello scorso 5 marzo tenutosi al teatro di Porto San Giorgio su “L’Italia si ferma nelle Marche sud. Approfondimenti sulla mobilità autostradale” ha fornito una serie di dati aggiornati che sostengono le tesi portate avanti da anni dal Comitato arretramento A14 e ferrovia presieduto da Massimiliano Valentini. Sono state rafforzate le considerazioni riguardo alle criticità del progetto di ASPI, fatto proprio al momento dalla Regione e quindi dal Governo, progetto che prevede la realizzazione della terza corsia da Porto Sant’Elpidio sino a Pedaso e il mini-arretramento di un senso di marcia a tre corsie da Pedaso a San Benedetto.
“Il tratto ove transita l’A14 da Porto Sant’Elpidio a San Benedetto è un’area a grave rischio frane come certificato dal Piano per l’Assetto Idrogeologico della Regione Marche approvato nel 2004 recependo quando noto da molti anni a tutti i tecnici in quanto i movimenti franosi hanno un orizzonte plurisecolare, come a Niscemi dove gli studi avevano rilevato il primo grande movimento franoso nel 1790 a cui ne seguirono molti altri sino all’ultima grande frana di gennaio- afferma il presidente del Comitato arretramento Valentini – . I professori dell’Università di Firenze, incaricati dal Dipartimento della Protezione civile nazionale di scrivere un rapporto dopo il disastro di Niscemi, hanno documentato che gli interventi da realizzare erano già stati espressi dalla relazione di una Commissione di 25 anni fa, restata inascoltata ed ora le istituzioni coinvolte cercano di scaricare la propria responsabilità – prosegue Massimo Valentini -. Vogliamo ripetere l’esperienza anche nelle Marche sud? È palese che andare ad intervenire per la terza corsia da Porto Sant’Elpidio a Pedaso crea dei gravi problemi. È ufficiale anche dai documenti dell’ARPAM della Regione Marche che nella zona costiera tra Porto San Giorgio e San Benedetto c’è una grande concentrazione di inquinamento derivante dal traffico veicolare che provoca danni alla salute documentati dall’OMS, dipendente dalla carenza dei servizi e dalla concentrazione delle primarie arterie di comunicazione sulla costa. È noto dai dati forniti dall’Istat che sulle grandi arterie viarie della costa c’è un alto indice di incidenti, che tale indice si alza se ci sono lavori contigui alla sede di scorrimento. Nella regione Marche viaggiamo su costi sociali di circa 500 milioni all’anno. È altresì noto dai dati dell’Istat che l’indice delle migrazioni nette, che misura la fragilità dei territori, vede nella regione al primo posto le aree interne delle provincie di Ascoli e Fermo.
Di fronte a tutti questi dati pubblici, in larga parte in possesso della Regione – rimarca il presidente del Comitato arretramento – appare evidente che il progetto redatto da ASPI per il potenziamento dell’A14 non ha una visione di sviluppo sostenibile del territorio delle Marche sud, al contrario è un intervento che mina gravemente tale sostenibilità. Considerando tutti questi dati, appare necessario un intervento per la strozzatura della tratta specifica, considerando che il Governo ed Aspi sono disponibili ad investire, avevamo formulato la proposta di valutare l’alternativa progettuale della nuova bretella autostradale da Porto Sant’Elpidio a Mosciano/Teramo invece della terza corsia e fermo restando l’attuale tratto dell’A14, alternativa progettuale che porta la visione di uno sviluppo sostenibile sia delle aree costiere che delle aree interne delle Marche sud. Avendo perso inutilmente gli ultimi cinque anni auspico venga recuperato un metodo di lavoro condiviso, che la Regione e quindi il Governo non sposino aprioristicamente delle ipotesi senza partire dalla valutazione dei dati ufficiali e delle alternative progettuali come previsto dalla legge, riprendendo un dialogo con le comunità locali – conclude Massimo VAlentini -. Il metodo della sussidiarietà, del dialogo, della condivisione garantisce percorsi molto più veloci di forzature che creano conflitto. Confido che si apra una nuova stagione per il bene del territorio delle Marche sud”.










