Stabilizzare il personale nei comuni a 10 anni sisma, focus col commissario Castelli alla Croce Verde di Fermo
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Stabilizzare il personale nei comuni a 10 anni sisma, focus col commissario Castelli alla Croce Verde di Fermo

Persi oltre 30 mila residenti nel cratere, le Amministrazioni comuni sono allo stremo. Per questo la Fp Cgil Marche chiede subito un piano straordinario di assunzioni nella pubblica amministrazione. A dieci anni dalle scosse che hanno sconvolto il Centro Italia (2016-2026), il bilancio non può limitarsi ai cantieri. Lunedì 30 marzo, alle ore 15.00, presso la Croce Verde di Fermo, è in programma l’iniziativa “2016-2026: Stabilizzare il territorio, stabilizzare il lavoro”, un momento di analisi profonda sullo stato della ricostruzione e, soprattutto, sulla tenuta sociale dei comuni del cratere. All’incontro, con la partecipazione di sindaci, amministratori locali, della Segretaria nazionale Fp Cgil Tatiana Cazzaniga e del Commissario straordinario alla ricostruzione Sen. Guido Castelli, verranno presentati i dati sullo spopolamento e sulla crisi del personale negli enti locali. L’analisi condotta evidenzia un quadro drammatico: tra il 2015 e il 2024, le Marche hanno perso quasi 59.000 residenti. Di questi, oltre la metà (30.383) appartenevano ai comuni del cratere, un’area che ha registrato un calo demografico dell’8,6%, il doppio rispetto alla media regionale: è come se fosse sparito l’intero comune di Fabriano.

Particolarmente critico il dato della provincia di Fermo, dove le comunità del cratere hanno perso il 10,3% della popolazione, con una fuga preoccupante della fascia giovane e lavorativa (15-64 anni). Il presidio del territorio è garantito dai Comuni, che tuttavia affrontano una crisi senza precedenti:

  • Invecchiamento: otre il 50% del personale delle Funzioni Locali ha più di 50 anni (età media 52,5 anni).
  • Carenza organica: la scarsa attrattività del comparto e il blocco del turnover minacciano i servizi di prossimità.
  • Precariato: nonostante il ruolo cruciale, restano ancora circa 150 precari in tutto il cratere che attendono la stabilizzazione definitiva.

La messa in sicurezza del territorio deve viaggiare di pari passo con la messa in sicurezza del lavoro, la stabilizzazione del personale del sisma non è solo un atto di giustizia per i lavoratori ma una necessità strategica per i Comuni. Si tratta di professionisti già formati e operativi che rappresentano la memoria storica della ricostruzione e il futuro della Pubblica Amministrazione nelle aree interne. L’obiettivo è trasformare l’emergenza in un’opportunità: un piano straordinario di assunzioni che vada oltre la contingenza del sisma, garantendo stabilità finanziaria e normativa per evitare che i “borghi ricostruiti” restino gusci vuoti senza servizi e senza persone.

26 Marzo 2026