Il concorso di abbellimento delle contrade è giunto quest’anno a una nuova edizione con un regolamento rinnovato e un sistema di valutazione unico e trasparente. Dal 15 luglio vie, piazze, balconi, vetrine e spazi comuni dei 10 rioni fermani si sono animati di addobbi, stendardi, allestimenti floreali, scenografie e illuminazioni temporanee: un’esplosione di colori e identità che ha reso la città intera parte integrante della manifestazione.
La valutazione è stata affidata a un giudice unico, Giulio Vesprini, nominato dall’Ufficio di Presidenza, che ha esaminato gli allestimenti secondo cinque criteri: coerenza storico-rievocativa, qualità estetica e scenografica, cura e decoro, creatività e identità di contrada, coinvolgimento e diffusione sul territorio. Giulio Vesprini, classe 1980, è un artista di Civitanova diplomatosi all’Accademia delle Belle Arti di Macerata e laureato in Architettura ad Ascoli. Dal 2004 si occupa di arte urbana partecipando a numerosi progetti in Italia e all’estero, il suo lavoro si concentra nell’ambito della direzione artistica e della comunicazione visiva per aziende e istituzioni pubbliche.
Dopo un’attenta analisi, il giudice ha annunciato che a conquistare il primo posto è la contrada San Bartolomeo. Il commento del giudice: «Essere stato scelto come giudice unico per gli allestimenti della Cavalcata dell’Assunta di Fermo è motivo di profondo orgoglio, ma soprattutto un’importante responsabilità di lettura visiva e culturale. Il mio approccio è stato fedele alla mia visione con uno sguardo rigoroso che unisce il rispetto per la memoria storica, l’analisi degli spazi e la sensibilità per i colori e l’uso delle architetture. La contrada San Bartolomeo è riuscita a tradurre la propria identità e la propria storia con una composizione dei propri colori pulita, forte e d’impatto, che cattura lo sguardo da lontano e rivela dettagli e cura dei particolari con uno sguardo più ravvicinato. Un equilibrio perfetto tra rispetto della tradizione e sensibilità estetica. San Bartolomeo ha saputo creare davvero un’atmosfera immersiva. Sono soddisfatto del risultato e di aver messo a disposizione del Palio la mia esperienza e la mia imparzialità, con l’emozione di chi sa che la bellezza visiva è la prima narrazione di questa straordinaria tradizione».










