“No alla conversione industriale militare!”, nuova protesta Pro Pal ai cancelli Civitanavi di Porto Sant’Elpidio
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“No alla conversione industriale militare!”, nuova protesta Pro Pal ai cancelli Civitanavi di Porto Sant’Elpidio

Il Coordinamento Marche per la Palestina sarà di nuovo davanti ai cancelli di Civitanavi Systems questo pomeriggio giovedì 2 aprile dalle ore 17.00 per contestare l’attività di tutte le aziende presenti nel territorio marchigiano che contribuiscono all’economia di guerra e del genocidio. Nella fattispecie Civitanavi System è stata acquistata nel 2024 da Honeywell, gigante americano che produce armi nucleari, sistemi di puntamento, guida e rilevamento per missili e droni, i cui componenti sono stati ritrovati nelle macerie di una scuola di Gaza. Honeywell Civitanavi attualmente produce e commercializza unità di navigazione e puntamento inerziale utilizzabili in jet militari, carri armati e missili e non ha mai risposto alle richieste di chiarimento riguardo allo loro esportazione verso Israele o altri Paesi che violano i diritti umani e come ciò si concili con il codice etico aziendale.
Inoltre il recente sequestro al porto di Ancona di un imponente carico di munizioni e detonatori ha messo in luce un traffico di armamenti sotto falsa documentazione che viola la L. 185/90 alla pari delle aziende che continuano a esportare in Israele e in altri teatri di guerre attraverso la copertura di forniture indirette o dual use.
Il Coordinamento Marche pro Palestina contesta inoltre l’azione repressiva subita nel precedente presidio del 28 novembre in occasione dello sciopero generale indetto dall’USB sempre davanti alla Civitanavi di Porto Sant’Elpidio, per cui otto manifestanti sono stati oggetto di informative di reato. “Notiamo un clima generale di disciplinamento sociale e di autoritarismo rafforzato dai recenti decreti sicurezza e dagli attuali disegni di legge sull’antisemitismo – afferma la coordinatrice Pro Pal Marche, Silvia Severini – Sono ormai migliaia in tutta Italia gli attivisti colpiti in questi ultimi mesi da provvedimenti penali e amministrativi che mirano a criminalizzare il dissenso, in violazione dei principi costituzionali di libertà di pensiero e riunione, configurando un progetto di trasformazione dallo stato di diritto allo stato di polizia. Non saranno queste misure liberticide a intimidirci e a fermare la protesta contro il legame tra guerre, produzione e commercio di armi, scelte economiche e responsabilità istituzionali – conclude la coordinatrice regionale Pro Pal – Saremo di nuovo oggi a Porto Sant’Elpidio per opporci ad una deriva bellicista che sta comportando anche nei nostri territori una vasta riconversione della produzione dal civile al militare”.
2 Aprile 2026