Giovani stranieri generatori di speranza, a Loreto Varisco relaziona il 34° Rapporto CEI sull’immigrazione
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Giovani stranieri generatori di speranza, a Loreto Varisco relaziona il 34° Rapporto CEI sull’immigrazione

Martedì 24 marzo, alle ore 10, presso la Sala Lambertini a Loreto verrà presentato il 34° Rapporto Immigrazione, a cura del dott. Simone M. Varisco. I giovani di origine straniera, nati o cresciuti in Italia, sono di fatto i protagonisti silenziosi della trasformazione del Paese. Non solo destinatari di interventi, ma generatori di speranza, portatori di identità plurali e un futuro da costruire insieme: questo è il messaggio al centro del “Rapporto Immigrazione” realizzato da Caritas Italiana e Fondazione Migrantes intitolato nell’anno giubilare «Giovani, testimoni di speranza». Il Rapporto, dopo la consueta premessa sul contesto internazionale, offre una rappresentazione della situazione degli immigrati residenti in Italia secondo 8 ambiti di vita quotidiana: cittadinanza, economia, scuola, sanità, disagio sociale, sport, comunicazione e appartenenza religiosa.

In Italia, gli stranieri regolarmente residenti sono oltre 5,4 milioni, pari al 9,2% della popolazione. Nel 2024, più del 21% dei nuovi nati ha almeno un genitore straniero. I principali Paesi di origine dei cittadini stranieri in Italia restano i medesimi, ma negli ultimi anni si osserva una crescita significativa di nuovi arrivi dal Perù e dal Bangladesh. Tutto questo si registra in un contesto globale in cui, nel 2025, nel mondo si contano 304 milioni di migranti internazionali, il doppio rispetto al 1990, e oltre 123 milioni di profughi e sfollati.

Il Rapporto 2025 pone al centro i giovani con background migratorio, che rappresentano una risorsa vitale per la società italiana. Molti di loro affrontano difficoltà nel riconoscimento e nella partecipazione, ma la loro esperienza è una narrazione vivente di speranza e cambiamento. «Dare loro spazio – sottolineano Caritas Italiana e Fondazione Migrantes nell’introduzione al volume – non è un favore, ma un investimento per il futuro dell’Italia, che si costruisce anche – e soprattutto – con chi ha il coraggio di sognarlo, da dentro e da fuori».

«Investire in strategie di inclusione e in percorsi legali – afferma mons. Carlo Maria Redaelli, presidente di Caritas Italiana – è un atto di responsabilità verso il futuro delle nostre comunità e di quelle che arrivano: si può e si deve fare meglio di quanto fatto finora».
«Il Rapporto conferma – secondo il direttore della Fondazione Migrantes, mons. Pierpaolo Felicolo – che dopo la prima accoglienza è fondamentale l’accompagnamento costante a una esistenza dignitosa e alla partecipazione diretta alla vita del Paese. Diamo meno spazio a ciò che facciamo e diciamo noi per loro, e più alla voce, alla testimonianza e allo sguardo sul Paese dei cittadini immigrati».

Nella sua prefazione al volume, il Segretario Generale della Conferenza Episcopale Italiana, mons. Giuseppe Baturi, sottolinea che l’Italia vive una trasformazione che passa attraverso i volti, le storie e i sogni di giovani ragazze e ragazzi che «frequentano le stesse scuole dei loro coetanei italiani, parlano i dialetti locali, tifano per le squadre del cuore, ma spesso continuano a sentirsi – e a essere percepiti – come “ospiti permanenti”, non pienamente parte della comunità». In questo senso «le comunità cristiane in Italia hanno oggi la possibilità di essere laboratori privilegiati di convivenza, luoghi in cui si sperimenta in piccolo ciò che il Paese intero fatica a realizzare». Nella situazione fotografata dal Rapporto, scrive mons. Baturi, la cittadinanza si conferma uno dei «passaggi sempre più indispensabili».

21 Marzo 2026