Elezioni Fermo: Malvatani lancia da Caldarette il programma “aperto” con i cittadini
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Elezioni Fermo: Malvatani lancia da Caldarette il programma “aperto” con i cittadini

La candidata sindaca Angelica Malvatani della coalizione ‘Fermo Città Comune’ – composta da Pd, ‘Fermo la città che vogliamo’, Italia Viva, Rifondazione, Movimento 5 Stelle e Avs – ieri mattina ha iniziato la campagna elettorale al centro sociale di Ete Caldarette mostrando il metodo nuovo con il quale vuole mettersi a disposizione dei suoi concittadini, fatto di ascolto, confronto e condivisione.

Subito la platea ha battuto le mani quando Malvatani ha spiegato di aver scelto Caldarette “perché qui nel 1944 alcuni concittadini sono morti per donarci la libertà di cui abbiamo goduto fino ad oggi e che dobbiamo tutelare e garantire per le generazioni future”.

Non è stato il solito incontro elettorale, lei ha parlato in mezz’ora dei principali temi del programma ‘aperto’, mentre ben più lungo è stato lo spazio lasciato ai cittadini, che hanno apprezzato questo dialogo orizzontale e alla pari.

“C’è un senso della comunità da ricostruire – ha detto la candidata – fondato sul rispetto, la gentilezza, il dialogo e la bellezza. In giro ci sono un linguaggio e un atteggiamento violenti che non mi appartengono, i miei manifesti sono già stati oltraggiati con insulti sessisti, ma è proprio questo il cambiamento profondo che intendo portare insieme a voi. Noi vogliamo pensare all’oggi e alle tante emergenze della città, ma anche progettare una Fermo a lungo termine, liberando i sogni dei nostri giovani, assicurando attenzione per le tante fragilità esistenti, accompagnando le imprese e il mondo della scuola, e risolvendo i bisogni dei nostri anziani. Se la parola chiave è comunità, il mio spirito non potrà che essere quello del prendermi cura di ogni singolo cittadino fermano”.

Malvatani ha annunciato che uno dei primi atti amministrativi in caso di vittoria sarà la costituzione di un Fondo di solidarietà con una parte delle indennità di Giunta e l’istituzione di uno Sportello per il diritto alla casa “perché tanti fermani non ce l’hanno e questo non è dignitoso come non è dignitoso che un gruppo di pakistani sia accampato al Parco della Mentuccia perché non rientrano nel programma di accoglienza”. Quanto all’ambiente, Malvatani è stata chiara: “Stop al consumo del suolo, bisogna ripensare la viabilità affrontando le emergenze, ma anche lavorare nel lungo termine a una metropolitana su gomma completamente elettrica, specie verso Campiglione che sta diventando il principale polo di espansione della vita cittadina”. Per quanto riguarda la sicurezza, “non basta alzare muri e supportare il lavoro delle forze di polizia, ma favorire l’integrazione e una educazione al bello”. Traiettorie queste indispensabili soprattutto a Lido Tre Archi: “In primis, c’è bisogno di un presidio delle forze dell’ordine affinché si garantisca la serenità a chi vuole abitarci, ma poi non si può ancora esitare nel rendere protagoniste e responsabili le miriadi di etnie che sono presenti”.

Malvatani poi ha preso a cuore la situazione dei giovani: “Per evitare che restino soli e sviluppino un atteggiamento violento, vanno coinvolti. E’ ora che abbiano spazi esclusivi per loro e non che debbano continuare a chiederli ad associazioni o altri, poi li inviteremo a frequentare il Comune, che non appartiene al Sindaco o alla Giunta, ma ha bisogno della loro partecipazione e delle loro idee. Per i ragazzi riserveremo un servizio psicologico di base e iniziative contro la dispersione scolastica”. Sul lavoro, la coalizione ‘Fermo Città Comune’ ha altrettanta concretezza: “Creeremo occasioni affinché in giovani non lascino o possano tornare a Fermo. Istituiremo il salario minimo comunale di almeno 10 euro che dovrà essere garantito anche da tutte le ditte che avranno a che fare con il Comune, alle quali sarà chiesto anche il rispetto della parità di genere e di garantire la sicurezza”. Malvatani ha accennato anche alla Cavalcata dell’Assunta, auspicando che “non deve essere più soffocata da logiche politiche, ma tornare ad essere di tutti, garantendo vitalità sociale per tutto l’anno. Dovrà poi avere una sede definitiva dove istituire anche un museo storico”.

Per ultimo la candidata ha voluto affrontare il tema del centro storico per rimarcare una netta distinzione che la coalizione vuole portare per il futuro: “Il progetto per il Girfalco di cui si parla in questi giorni – ha detto Angelica Malvatani – è proprio l’opposto di come intendiamo muoverci noi. E’ stato calato dall’alto e se n’è saputo qualcosa solo grazie alle associazioni ambientaliste che hanno tribolato per poter accedere alle carte. Così come pensato diventerà un luogo freddo che i fermani non potranno più calpestare e vivere come hanno sempre fatto. E’ il tipico esempio di mancato coinvolgimento dei cittadini, che noi invece vogliamo garantire anche per quanto riguarda il futuro commerciale del centro storico che si può ancora salvare”.

All’esposizione di Angelica Malvatani è seguita un dibattito con gli intervenuti. In molti hanno gradito l’attenzione per le fragilità, evidenziando che comunità non è solo fare festa in piazza, ma prossimità vera, ed è stata anche apprezzata la visione della candidata di sostenere il bello e il dialogo con tutti, anche con chi, come è successo questa mattina, l’ha invitata a togliere la 194 dal programma. Dalla platea si è alzato l’augurio che venga finalmente realizzato il monumento alla Resistenza ed è partita anche la richiesta di rivedere il Piano regolatore affinché si progetti un nuovo ed adeguato sviluppo comunale e comprensoriale.

La mattinata è stata conclusa dall’ esecuzione di ‘Bella Ciao’ con il bandoneon di Daniele Di Bonaventura apprezzata dai tanti intervenuti, tra i quali sono stati notati anche i consiglieri regionali Michele Caporossi e Fabrizio Cesetti, Meri Marziali del consiglio nazionale del Pd, l’ex consigliere regionale Francesco Giacinti, l’ex direttore dell’Ast Fermo Licio Livini, e gli esponenti politici locali Francesco Trasatti, Peppino Buondonno, Tano Massucci, Luigi Montanini e Sandro Vallasciani.

16 Marzo 2026