Della Striscia di Gaza e della drammatica situazione che vive il popolo palestinese, ma anche quello israeliano, si parla molto meno. E anche la guerra d’occupazione russa in Ucraina è meno presente sulla stampa e nelle televisioni. Mettete poi le stragi in Nigeria, in Sud Sudan e in altri stati africani. L’attenzione è stata spostata altrove. E pure, le guerre continuano, i conflitti aumentano, l’odio sembra prevalere degli uni verso gli altri. Implacabile. Come una barriera, un muro, che dividono tragicamente le persone, le nazioni, i continenti. Come si fa allora a ricostruire un tessuto? A riprendere un dialogo? A sperare di nuovo?
Il cardinale Pierbattista Pizzaballa ha parlato di semi di speranza là dove qualcuno ha iniziato ad incontrarsi, là dove il perdono ha avuto il sopravvento. Una chimera? Un’illusione? Ci sono fatti che dicono il contrario. Dicono che si può. Dicono che possono e sono accaduti. Che è possibile incontrarsi. Come è stato possibile che una madre palestinese e una madre israeliana, entrambe con un figlio morto in guerra, abbiano iniziato a dialogare su dolore e riconciliazione. È un fatto enorme, da cui prendere spunto ed esempio.
L’azione delle due donne, la loro opera “rivoluzionaria” e il loro nuovo sentire, saranno raccontati dalle stesse protagoniste – madri della pace – in un collegamento on-line con diverse scuole di Fermo, domani mercoledì 11 febbraio alle ore 10.
Laya al-Sheik, palestinese dei Betlemme, ha perso il figlio di sei mesi, Qusay, nella seconda intifada; e Elana Kaminka, israeliana, madre di Yannai, ha visto suo figlio soldato 21enne ucciso da Hamas nell’attacco del 7 ottobre.
Qusay, di soli sei mesi, è morto tra le braccia di sua madre che stava cercando di portarlo in salvo dalla guerra, ma i soldati israeliani glielo hanno impedito.Yannai prima di essere abbattuto dai terroristi di Hamas aveva messo in salvo 80 reclute e 20 civili.
L’iniziativa conclude il percorso “Costruire la Pace, Seminare la Speranza “che la Fondazione San Giacomo della Marca ha compiuto con incontri in diverse scuole di Fermo a partire dall’autunno scorso.










