“Il primo obiettivo è andare al ballottaggio, il secondo è vincere”. Ha le idee chiare il candidato sindaco Saturnino Di Ruscio che stamattina ha presentato alla stampa la sua candidatura. L’ha fatto allo chalet del parco Girfalco, luogo simbolo della città, oggetto di un’impattante riqualificazione che rischia di snaturare per sempre uno dei fiori all’occhiello di Fermo. Prende in prestito le parole di don Luigi Sturzo, Di Ruscio, per spiegare le ragioni della sua candidatura: “Politica significa servire la propria comunità e non servirsi della propria comunità”. “Non sono qui contro qualcuno – ha esordito –, ma per Fermo. Provate a mettervi nei panni di chi per più di quarant’anni ha lavorato per questa città. Una città che ho vissuto in modo forte, come un padre che dedica la sua vita alla crescita dei propri figli. Avrei potuto godermi la meritata pensione ma, se i figli che hai cresciuto perdono la retta via, ci sono due possibili soluzioni: girarsi dall’altra parte o cercare di riprendere in mano la situazione. Ed è questa seconda strada che ho deciso di percorrere, per dare una svolta alla nostra amata Fermo”.
“Tutti – ha detto Di Ruscio – mi chiedono quante liste presenteremo. La risposta è una, perché più liste hai più bocche ci sono da sfamare”. All’incontro con la stampa erano presenti alcuni candidati della civica Servire Fermo. Tra loro, Piergaetano Catalini che il candidato sindaco ha voluto seduto vicino a sé. “È stato lui – ha spiegato – a darmi la spinta decisiva. Lo conosco da tempo e lo stimo, anche se proviene da un’area politica diversa dalla mia”. Ex consigliere comunale, Catalini ha alle spalle una lunga militanza. “È il momento del coraggio, della schiena dritta e della competenza. In questo progetto ho ritrovato quello spirito di servizio che mi ha sempre contraddistinto”, le sue parole.
“Non credo alla parola filiera, per me significa ricatto. La principale differenza tra me e gli altri candidati, oltre alla competenza e all’esperienza maturate negli anni, è che io non rispondo a nessuno, se non a chi mi vota”. Così Di Ruscio sugli altri candidati alla corsa elettorale. “Tosoni – ha aggiunto il candidato sindaco – non ha l’esperienza e le persone giuste vicino. Con Scarfini è difficile pensare a un cambiamento in meglio nell’amministrazione. Malvatani è senza esperienza e nel suo lavoro di giornalista avrebbe potuto dimostrare più interessamento verso alcune tematiche cittadine. Chi vuole fare politica deve essere libero, forte e coraggioso. E non deve avere scheletri nell’armadio. Ciò che è privato è pubblico e viceversa, e racconta il modo di essere di ognuno di noi”.










