Si è chiusa domenica scorsa la decima edizione di Fermhamente uno dei format più innovativi nell’ambito della divulgazione scientifica in Italia. Quattro giorni nei quali, anche quest’anno, il centro storico di Fermo è diventato un “laboratorio vivente”: piazze, palazzi storici, contrade, teatri e musei hanno fatto da contorno a oltre 270 eventi per le scuole e il pubblico. L’evento, capillarmente curato dal direttore scientifico Andrea Capozucca e dal produttore esecutivo Mauro Labellarte, ha attratto un folto pubblico che ha visitato il centro storico di Fermo e le tante location – ben 19 – che hanno ospitato gli incontri. Perché, per dirla con Andrea Capozucca, “oggi, più che mai, è necessario superare una visione statica o accademica della scienza per trasformarla in un ‘laboratorio vivente’ nel quale, guidati da chi quel mondo lo abita ogni giorno, la ricerca può trasformarsi in un’avventura dinamica e senza barriere”.
“Oltre” è stato il tema di questa decima edizione, “perché la scienza deve essere accessibile a tutti, non tanto per i contenuti specifici, quanto per l’impresa che c’è dietro e che coinvolge i ricercatori, che sono uomini e donne con i quali il pubblico ha la possibilità di interagire dal vivo per connettersi con il mondo in modi nuovi – aggiunge Capozucca -. È così che la semplice divulgazione può diventare comunicazione e sfidare il pubblico a fare più che a osservare passivamente, spingendolo a riflettere sui significati e i valori più profondi insiti nella pratica scientifica”.
Tante le curiosità, le conferenze, i laboratori organizzati nell’ambito del Festival. Ne ricordiamo alcuni: il laboratorio dell’Istituto Italiano di Tecnologia (IIT) sul funzionamento e sull’utilizzo del robot spaziale Rosaia; l’installazione immersiva mobile “Big Bang Machine”, un van che ha permesso ai visitatori di vivere un viaggio virtuale nello spazio e nel tempo fino all’origine del nostro Universo, e il laboratorio “A caccia di onde gravitazionali”, a cura di EGO-Virgo; il laboratorio “A caccia di spettri: alla scoperta della luce”, curato da Sandra Maura e Sara Ricciardi dell’Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF); il laboratorio “MAYA: uno specchio per amico”, curato da Sara Colantonio dell’Istituto di Scienze e Tecnologie dell’Informazione del Consiglio Nazionale delle Ricerche di Pisa (ISTI-CNR), nel quale è stato possibile sperimentare l’utilizzo di uno specchio intelligente che integra un sistema di visione artificiale e segue in tempo reale l’esecuzione degli esercizi fisici, restituendo un feedback immediato sulla correttezza dei movimenti e sulla qualità della performance per migliorare il benessere della persona; ecc…
“Bello vedere il centro storico brulicare di ragazzi e scolaresche. Ancora una volta Fermhamente ha dimostrato di saper muovere le giovani generazioni all’insegna della conoscenza. Un grazie agli organizzatori per una decima edizione di grande interesse” – ha commentato il sindaco di Fermo, Alberto Scarfini-. “Un’altra edizione va in archivio, mettendo a bilancio esperienze e informazioni che resteranno sicuramente nella mente e nel cuore di tutti quei ragazzi che hanno vissuto i vari appuntamenti del Festival. – ha aggiunto l’assessore alla cultura Micol Lanzidei – Fermhamente si conferma come un evento di grande spessore e interesse, che qualifica il programma autunnale della città apportando valore aggiunto all’offerta culturale e didattica”.










