Bando per le concessioni demaniali marittime, Senzacqua chiede tutele a garanzia dei Comuni
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Bando per le concessioni demaniali marittime, Senzacqua chiede tutele a garanzia dei Comuni

Nella seduta straordinaria della Commissione Anci “Politiche del Mare, Demanio Marittimo e Porti” avvenuta ieri in modo telematico, il vicesindaco e assessore in materia di Porto San Giorgio, Fabio Senzacqua ha presentato una proposta di integrazione al parere sul bando-tipo Mit. “Quando una riforma nazionale assegna ai Comuni nuove responsabilità, il nostro compito è anche quello di tutelare l’ente e metterlo nelle condizioni di poter operare con certezza e portare un contributo fattivo dal territorio” – è il messaggio portato dal vicesindaco Fabio Senzacqua, componente della Commissione Anci “Politiche del Mare, Demanio Marittimo e Porti” nel corso della seduta straordinaria convocata per esprimere un parere sulle indicazioni operative del Mit per predisporre i bandi di gara relativi alle concessioni demaniali marittime. 

Nel corso della seduta, Senzacqua ha chiesto che il bando-tipo recepisca espressamente i principi contenuti nella recente sentenza del Consiglio di Stato, Sezione VII, n. 6835 del 7 settembre 2026, distinguendo le proroghe automatiche disposte per legge dalle concessioni rilasciate o rinnovate a seguito di autonomi procedimenti amministrativi caratterizzati da adeguata pubblicità e dalla possibilità di presentare domande concorrenti.

“Questa distinzione – spiega – è fondamentale, soprattutto per quei casi, come quello di Porto San Giorgio, nei quali le concessioni sono state rilasciate fino al 2033 attraverso uno specifico procedimento amministrativo. E’ un tema sul quale mi batto da tempo e sul quale oggi abbiamo bisogno di maggiore chiarezza”. Senzacqua ha quindi scelto di portare al tavolo nazionale non soltanto una valutazione tecnica sul bando-tipo, ma una precisa posizione a tutela degli enti concedenti, chiedendo che il documento venga integrato con strumenti e garanzie concrete per i Comuni.

“Il punto è chiaro – sottolinea Senzacqua -. Non possiamo chiedere ai Comuni di gestire gare complesse, economicamente rilevanti ed esposte a contenzioso, senza prevedere risorse, assistenza e adeguate forme di tutela. I Comuni saranno chiamati a mettere in pratica decisioni assunte a livello nazionale ed europeo e non è pensabile che tutti gli oneri, compresi quelli derivanti da eventuali ricorsi, ricadano sui loro bilanci”.

Da qui la proposta di prevedere un fondo dedicato o specifiche forme di finanziamento e assistenza tecnica per sostenere gli enti nella gestione delle procedure, insieme alla necessità di individuare un meccanismo di tutela legale, valutando anche il coinvolgimento dell’Avvocatura dello Stato, per evitare che i Comuni siano lasciati soli di fronte a possibili contenziosi. “Per Porto San Giorgio – aggiunge Senzacqua – il tema non è astratto. Il demanio e il porto rappresentano una parte fondamentale della nostra città e del suo sviluppo economico. E’ quindi mio preciso dovere, come assessore con delega in questo settore, fare in modo che l’ente sia tutelato e che ogni nuova responsabilità venga accompagnata dagli strumenti necessari per esercitarla correttamente”.

Un ulteriore punto sollevato riguarda poi le offerte con rialzi elevati rispetto alla base d’asta, per le quali viene proposta una verifica della sostenibilità economica, attraverso criteri e soglie uniformi. La posizione espressa in Commissione Anci e successivamente messa nero su bianco con una nota di richiesta di integrazioni al cosiddetto “bando-tipo” inviata alla Segreteria Anci nazionale, nasce da una precisa esigenza: tutelare i Comuni che saranno chiamati ad attuare concretamente la nuova disciplina sulle concessioni demaniali.

“Il nostro obiettivo – conclude Senzacqua – non è sottrarci alle responsabilità. Al contrario, vogliamo assumercele pienamente, ma chiediamo di poterlo fare con regole chiare, strumenti adeguati e le necessarie garanzie per l’ente quindi di recepire le indicazioni direttamente dalla base delle amministrazioni locali. È questa, a mio avviso, la vera sfida che abbiamo davanti: avere un bando-tipo che funzionale e costituisca un sistema che consenta ai Comuni di applicarlo tutelando l’interesse pubblico e i propri bilanci”.

6 Ottobre 2026