Dal consigliere comunale di minoranza Saturnino Di Ruscio pubblichiamo la seguente nota inerente la sua ricostruzione storica sulla vicenda ex conceria affrontata nel suo mandato da sindaco di Fermo:
“Ancora oggi, in riferimento al mio intervento sull’ex conceria, mi domando cosa c’entri la circostanza che nell’anno 2003 ero sindaco. Allora è bene ricordare i fatti e lasciare ad altri le allusioni. Nel mese di aprile dell’anno 2003 la Sacomar era entrata in amministrazione controllata. Poi il Tribunale di Fermo dichiarò il fallimento e fu un episodio di grande rilievo per tutto il distretto calzaturiero marchigiano, l’azienda impiegava, nei periodi migliori, 144 dipendenti. Solo nell’anno 2012 l’allora amministratore e liquidatore della conceria Sacomar, Andrea Santori, omonimo dell’ex presidente Svem e Its, con sede a Fermo è stato assolto per i reati di bancarotta fraudolenta, societaria e preferenziale, secondo il suo avvocato, per “l’assoluta correttezza del suo operato”., e si trattava di un “… fallimento ingiusto in quanto è stato chiuso con un concordato che ha pagato il 100% ai creditori privilegiati”.
Chi mi accusa facendo delle allusioni non ha compreso o non si rende conto che all’epoca, anno 2003, non c’era un interlocutore con cui poter dialogare. Poi, se l’obiettivo è fare confusione, la strada non è quella giusta. Nel 2006 vengo contattato dall’avvocato Francesco De Minicis che mi comunica che ci sono probabili acquirenti dell’ex conceria e mi chiede se il Comune di Fermo fosse stato disponibile a trovare soluzioni per il recupero del complesso immobiliare che, a mio avviso, rappresentava un bell’esempio di edilizia industriale. Naturalmente la mia risposta non poteva che essere affermativa. L’ex conceria viene poi acquistata dalla Adriatica Spa nell’anno 2007 e in un incontro di conoscenza faccio presente che era impensabile discutere di appartamenti e centri commerciali in quel luogo, bensì di servizi comprensoriali sportivi, ricreativi e grandi eventi. Nella zona era prevista la realizzazione del centro fieristico FermoForum. Riscontrai la non contrarietà e in un primo momento mi chiesero cosa ne pensassi di trasferire il quell’area lo stadio e al posto dello stadio nuove residenze. “Non se ne parla neanche” fu la mia risposta. Dopo quanto accaduto forse non era da bocciare del tutto. La società confidava nell’arrivo dei fondi per la bonifica e manutenzione del decreto per la riconversione industriale ma nell’anno 2008 non arrivarono i fondi sperati bensì la crisi economica ed edilizia e anche l’Adriatica spa entra in crisi.
Dall’anno 2014 arrivano i primi sostanziosi fondi europei anche destinati ai capoluoghi di provincia per il rilancio culturale, turistico ed economico del territorio, i fondi per la riqualificazione delle periferie, i fondi sisma dopo il 2016, poi con il Covid, il PNRR e fondi complementari, mai viste tante risorse economiche nei precedenti 40/50 anni.
Quindi ai miei tempi mancavano sia l’interlocutore con cui dialogare sia le risorse a cui attingere per una operazione di rilancio. Operazione di rilancio che non mi può vedere contrario ma non posso essere d’accordo con un progetto che prevede in quell’area 320 nuovi alloggi, dei quali 32 sociali e 28 come foresteria. Non si capisce più se per familiari degenti al nuovo ospedale di San Claudio o come campus scolastico. Non mi può essere d’accordo per 19 mila metri cubi commerciali, ovvero la volumetria per 2 o 3 medie strutture di vendita. Resto sempre della mia idea che servano servizi comprensoriali sportivi, ricreativi e per grandi eventi. Nel frattempo la STEAT si vuole trasferire proprio in quella zona, dove ha già comprato l’area ed ha una previsione di spesa di oltre 10 milioni di euro. Non era il caso di parlarne? Dall’altra parte del fiume Tenna c’è Campiglione con altrettanti rilevanti previsioni urbanistiche residenziali e commerciali e non mi sembra che ci troviamo in una fase di altrettanto rilevante crescita economica
E veniamo alla bonifica. L’ha scritto il progettista nella variante del progetto di bonifica che nel sito sono comparsi dalla sera alla mattina senza che qualcuno se ne sia accorto 1435 tonnellate di rifiuti provenienti da opere di demolizione e che sono stati spesi ulteriori 76 mila euro senza battere ciglio, certo si è dimenticato di scrivere che è un reato penale abbandonare tutti quei rifiuti ma questo lo dico io, e che sotto la superficie dell’area da bonificare sono stati trovati ulteriori 1925 tonnellate di rifiuti, con peso specifico tre volte superiore a quello stimato e con cromo arsenico che è meglio per motivi economici ed ambientali lasciarli lì a mo’ di “sarcofago”, come le classiche discariche che una volta esaurite, vengono messe in sicurezza e lasciato tutto lì nel posto, rifiuti e terra. Il tutto con un aumento del 45% dei costi di bonifica”.









