Il consigliere comunale di minoranza Gregorio Cappelli intende portare un ordine del giorno per chiedere alla Giunta Fioravanti in Ascoli di farsi portavoce verso il Governo centrale di una netta condanna delle azioni autoritarie internazionali e per sollecitare interventi diplomatici europei volti a difendere i diritti umani e il rispetto del diritto internazionale.
“È un passo concreto per dimostrare che la politica locale può e deve avere responsabilità anche nei grandi scenari globali, e che i giovani meritano scelte chiare e coerenti. Il futuro dei giovani non si racconta. Si difende. E difenderlo richiede coraggio, coerenza e azioni concrete – è il giudizio che esprime il conigliere Cappelli in merito – La maggioranza che guida la nostra città è espressione degli stessi partiti che oggi governano l’Italia. Fratelli d’Italia, di cui massima esponente è la premier Giorgia Meloni, e le altre forze politiche restano neutrali di fronte a scelte internazionali a dir poco discutibili che stanno cambiando il mondo. Dall’aggressività di Donald Trump alle azioni di Benjamin Netanyahu, passando per conflitti e tensioni che stanno alimentando instabilità economica, aumento dei costi, precarietà e insicurezza. Non si tratta di dinamiche lontane: sono fattori che stanno erodendo giorno dopo giorno le possibilità di una generazione di costruirsi un futuro. Rendono più difficile trovare un lavoro stabile, aumentano il costo della vita, riducono le prospettive. E, soprattutto, riportano alla mente qualcosa che pensavamo lontano: la paura della guerra. Una paura che incide sulle scelte di vita, sulle aspettative e sulla fiducia nel futuro.
Non possiamo più permetterci ambiguità. La politica ha il dovere di prendere posizione, anche quando le scelte sono scomode. E se a livello nazionale si evita di farlo, come possiamo aspettarci che a livello locale i giovani possano sentirsi tutelati? Se chi governa Ascoli appartiene agli stessi partiti che non difendono il loro futuro? – si interroga il consigliere di minoranza Cappelli – Tra l’altro la realtà è purtroppo sotto gli occhi di tutti. Sempre più giovani lasciano la città. Non per scelta, ma perché qui trovano poche opportunità, poca stabilità, poche prospettive. Questa fuga non è un incidente: è la conseguenza delle scelte politiche, o della loro assenza, sia a Roma che ad Ascoli. Per questo, un’amministrazione che dice di voler difendere e valorizzare i giovani deve dimostrare coerenza nelle proprie scelte politiche, a livello locale e nazionale, e assumersi la responsabilità concreta di proteggere chi rappresenta, anche con coraggio se necessario”.










