La Fondazione Ema Pesciolino Rosso con Gianpietro Ghidini ha rappresentato lo scorso giovedì a Villa Elisabeth di Monte Urano un momento di riflessione dedicato ai giovani, alle famiglie ai genitori e all’intera comunità. Forte la testimonianza di Giampietro, padre di Emanuele, scomparso a soli 16 anni. Un dolore che ha dato vita ad un grande impegno sociale con centinaia di incontri nelle scuole, nei teatri e nelle piazze per dialogare apertamente con le famiglie. L’iniziativa promossa all’interno dell’Istituto Comprensivo “Gino Strada” e dall’assessore alla cultura di Monte Urano, Francesca Barchetta in un percorso sviluppato nell’ambito delle politiche giovanili dalla consigliera comunale Eleonora Ferracuti.
Una serata di parole semplici, ma fondamentali: amore, speranza, perdono, serenità. Valori che oggi rappresentano una bussola indispensabile per orientarsi nella complessità della vita. L’attenzione è stata dedicata anche ai temi della legalità e del rispetto, pilastri imprescindibili per la costruzione di una comunità solida e consapevole. In questo contesto prende forma il significato de “Le Rive” ovvero Legalità (rispetto delle regole della convivenza civile), Rispetto (per se stessi, per gli altri e per l’ambiente) e Verità (essere sinceri verso chi ti vuole bene e si fida di te). Autentici punti fermi che aiutano i giovani a orientarsi, a trovare equilibrio e a costruire il proprio percorso con consapevolezza.
“Oggi più che mai è necessario tornare a dare valore alle relazioni come quella tra genitori e figli. In un tempo che corre veloce, rischiamo di perdere ciò che conta davvero: la presenza, l’ascolto, uno sguardo che si incontra e diventa relazione. – ha commentato la consigliera comunale Eleonora Ferracuti – Sono temi che sento profondamente, parlano di vita vera, di fragilità ma anche delle possibilità che ogni giorno abbiamo di esserci gli uni per gli altri. Non bisogna mai smettere di credere nel coraggio di restare accanto, anche nelle difficoltà. Proprio come il pesciolino rosso, siamo chiamati a muoverci nelle correnti della vita, a volte anche controcorrente, trovando dentro di noi la forza di non lasciarci trascinare, ma di scegliere, di costruire, di crescere.”
“Grazie a questa serata abbiamo compreso come da un grande dolore si possa rinascere e trovare quella forza per andare avanti, mettendoci a disposizione degli altri. – ha proseguito l’assessore Francesca Barchetta – Una grande partecipazione che in parte ci ha sorpreso ma la tematica ha saputo richiamare molta gente. Ascoltiamo i nostri ragazzi, cerchiamo di capire le loro debolezze ma soprattutto non rimandiamo a domani la nostra presenza per loro. Un insegnamento che la serata ci ha lasciato è quello di fidarsi dei nostri ragazzi ma con controllo; fare in modo che prendano le loro decisioni, lasciarli sbagliare ma facendo loro capire che ci siamo. Perché non esistono genitori giusti o sbagliati e non c’è un manuale per diventare un genitore migliore o perfetto: ma essere sufficientemente buoni, presenti e rispettosi è già una buona base”.










