Dall’ex sindaco di Fermo Saturnino Di Ruscio riceviamo in redazione la seguente riflessione sul panorama politico locale in vista delle prossime elezioni cittadine:
“Il dibattito politico fermano, in vista delle prossime elezioni comunali del capoluogo, che vede l’assenza del centro sinistra, verte tutto all’interno del centro-destra ed in particolare: “simboli si o simboli no” per i partiti dell’alleanza. Sono scesi in campo a favore del SI i responsabili dei partiti, come evidenziato dal neo assessore regionale Calcinaro, nessuno proviene dalla città di Fermo, che non vogliono più restare nascosti sotto simboli civici. Poi ci sono i “finti civici” che, per ora, hanno risposto di NO. E’ intervenuto sulla questione anche il Presidente della Regione facendo capire, senza mezzi termini, che o ci sono i simboli di partito nella prossima competizione elettorale fermana o l’assessore regionale Calcinaro torna a fare il consigliere regionale finto civico (Castelli docet). Il discorso, in politica, non fa una piega. Anzi, almeno gli elettori non continueranno ad essere ingannati con il finto civismo. La questione è all’attenzione romana e chissà che per salvare capra e cavoli non si vada divisi per poi accordarsi al ballottaggio! A Fermo la fantasia non manca. A parte la fantasia, a Fermo, manca tutto il resto.
Fermo da troppi anni non ha più il ruolo che ha svolto storicamente nello scacchiere regionale. E’ merce di scambio. Vuoi fare l’Assessore in Regione? A noi partiti devi dare i posti necessari per sistemare le nostre persone che dovranno correre alle prossime elezioni…politiche? Le istituzioni non sono più luoghi dove i cittadini attraverso i propri rappresentanti decidono il proprio futuro, non appartengono più alla comunità che attraverso il voto decide dove e come andare ma sono di “proprietà” dei cosiddetti “Civici” e dei Partiti che decidono cosa e come “spartire” senza che la cittadinanza ne sappia qualcosa. Tu elettore devi andare a votare, vota quel che vuoi, tanto alla fine “noi” siamo già d’accordo su tutto. Sarà questo il motivo per il quale oltre il 50% delle persone non si reca più alle urne per votare?
L’intervento dei partiti non è più, come recita la Costituzione, lo strumento per far si che il “popolo” partecipi alla vita politica ed indirizzi l’amministrazione cittadina ma un atto di arroganza, che cala dall’alto, che evidenzia una concezione “proprietaria” delle Istituzioni, con completo distacco dalla realtà e dalla maggioranza della popolazione che non va neanche più a votare. Fermo in questa fase politica (parola grossa!) è di fatto “COMMISSARIATA”. Fermo è solo una pedina da spostare sul tavolo regionale e nazionale. Fermo è una città che paga da anni scelte sbagliate, ritardi e promesse mancate, molte delle quali maturate proprio a livello regionale. Ed è francamente inaccettabile che chi ha responsabilità dirette su quei fallimenti oggi pretenda di indicare la strada al governo comunale. Un’ingerenza che offende l’autonomia della città.
Qui non siamo di fronte a un’azione politica, ma a una ingerenza istituzionale. Il Presidente della Regione decide pure chi sarà il prossimo sindaco a Fermo e con quale coalizione governerà. Neanche nelle peggiori dittature accade questo. Si parla di candidature, alleanze e scenari senza uno minimo di programma per la città di Fermo e i cittadini, senza un’analisi dei problemi reali della città, senza un confronto con i cittadini, le categorie economiche, il mondo del lavoro. ll messaggio è chiaro e inquietante: “decide la Regione, esegue il Comune”. Ho sbagliato…esegue Calcinaro! Ed è lui il primo responsabile di questa assurda situazione. E’ giunta l’ora che i cittadini fermani tornino ad amministrare la propria città non solo recandosi a votare in massa alle prossime elezioni amministrative ma candidandosi. La delega non può essere in bianco e da troppi anni il vuoto regna a Fermo”.










