“Il via libera operativo dell’INPS al Bonus ZES Unica rappresenta una misura di grande rilievo per sostenere l’occupazione e rafforzare il tessuto produttivo non solo del Mezzogiorno ma anche, dopo la recente estensione in Umbria e Marche”.
Lo dichiara il Commissario straordinario al sisma, Guido Castelli, commentando la Circolare INPS n. 10, che “rende pienamente operativo l’incentivo contributivo pensato per sostenere lo sviluppo occupazionale e contribuire alla riduzione dei divari territoriali: un beneficio che, come previsto dalla legge n. 171/2025, è stato esteso anche alle due regioni dell’Appennino centrale”. Alla luce di questa novità, nel caso di Umbria e Marche, il via libera dell’Istituto riguarda i datori di lavoro privati che operano nelle aree della Zona Economica Speciale Unica, con un massimo di 10 dipendenti al momento delle assunzioni, che nel periodo dal 19 novembre al 31 dicembre 2025 hanno impiegato nuovo personale non dirigenziale con contratto di lavoro subordinato a tempo
indeterminato. “Questo strumento – aggiunge Castelli – va nella direzione voluta e sostenuta dalle istituzioni locali e dal tessuto imprenditoriale: incentivare le imprese che investono e assumono in territori che hanno bisogno di politiche attive, mirate e continuative. L’esonero contributivo del 100% per le nuove assunzioni di lavoratori over 35, disoccupati da almeno 24 mesi, diventa così una leva per creare occupazione stabile nell’Appennino centrale e per ridare slancio a chi, per troppo tempo, è rimasto ai margini del mercato del lavoro”.
“L’estensione della ZES a questi territori – prosegue Castelli – rafforza la strategia di sviluppo che stiamo adottando per i territori colpiti dal sisma, valorizzando il lavoro come motore della rinascita economica e sociale. Per l’Appennino centrale, misure come questa sono fondamentali per accompagnare la ricostruzione fisica e la riparazione delle comunità e di un tessuto imprenditoriale e occupazionale capace di guardare al futuro. Creare lavoro in questa vasta area interna significa dare la possibilità a tante persone di restare nei propri territori di nascita, preservare la vitalità dei nostri borghi e, dunque, contrastare lo spopolamento. L’INPS, e le istituzioni nel loro complesso – conclude Castelli – confermano così il loro impegno nel rendere gli strumenti di coesione sociale sempre più accessibili e aderenti alle esigenze di imprese e cittadini”.










