Video a cura di Francesco Marconi e Laura Meda
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Terremoto: la ricostruzione che non c’è

21 giugno – Terremoto e ricostruzione. A 10 mesi dal primo grande sisma che ha colpito il centro Italia sono 196 le casette consegnate su un totale di 3620 ordinate, circa l’8%, appena 188 quelle effettivamente abitate e solo nei comuni di Norcia e Amatrice.

Non va meglio per la questione macerie: secondo dati recentemente diffusi  sono ancora 2 milioni e 300 mila le tonnellate di detriti da rimuovere: ad oggi la macchina dell’emergenza è stata in grado di portarne via poco più di 176 mila, meno dell’8 per cento del totale. Nel Lazio ne sono state rimosse 98mila su un milione; in Umbria 3.700 su 100mila; in Abruzzo 10mila su 100mila. Nelle Marche, dove l’opera di rimozione è iniziata solo nel mese di aprile, sono state raccolte 65mila tonnellate di macerie su un totale di un milione, vale a dire appena il 6,5 per cento del totale.

La ricostruzione insomma non va avanti, questa è la denuncia dei sindaci dei comuni dei Sibillini, questa, in particolare, la denuncia di Giuliano Pazzaglini, sindaco di Visso, che segnala le inefficienze della macchina burocratica regionale e critica la scelta di istituire un unico cratere con i 140 comuni terremotati, senza distinguere tra centri solo leggermente danneggiati e centri, come il comune di Visso, quasi completamente rasi al suolo.

Noi abbiamo verificato la situazione di Visso insieme al vicesindaco Gianluca Maurizi Spiganti e abbiamo discusso dei problemi della ricostruzione con il primo cittadino  Giuliano Pazzaglini.

 

21 Giugno 2017